Perché Tusk e Budanov dichiarano che l’Ucraina perde 27.000 uomini al mese? | Jacques Baud
Il Contesto | Analisi economica e geopolitica
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Perché Tusk e Budanov dichiarano che l’Ucraina perde 27.000 uomini al mese? | Jacques Baud
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Pochi giorni prima che andassero in scena le elezioni per la composizione della Duma di Stato, conclusesi con un netto rafforzamento del partito Russia Unita, un drone russo aveva centrato, senza provocare vittime, un treno in transito all’altezza di Yagody, città ucraina attraversata dalla linea ferroviaria Varsavia-Kiev che sorge a ridosso del confine polacco. Soltanto una manciata di minuti prima, lo stesso tratto aveva registrato il passaggio di un convoglio che trasportava una serie di politici occidentali di spicco – tra cui l’ex premier britannico Boris Johnson, l’ex primo ministro svedese Carl Bildt e l’ex direttore della Cia David Petraeus – di ritorno dalla ventiduesima edizione della Yalta European Strategy, tenutasi a Kiev.
A neanche una settimana di distanza, il primo ministro Tusk ha affermato dinnanzi alla Camera Bassa del Parlamento polacco che, «di recente, l’Ucraina ha registrato 27.000 tra morti e feriti al mese; si tratta, purtroppo, di cifre record nel senso più triste del termine per questa guerra. A questo ritmo, l’inverno in Ucraina potrebbe rivelarsi catastrofico».
Tusk ha imputato il netto peggioramento della situazione sul fronte bellico alle «nuove capacità tecnologiche della Russia», a partire dai droni dotati di motore a reazione impiegati con sempre maggiore frequenza dalle forze armate russe.
Non è chiaro se il dato numerico indicato dal premier polacco, basato per stessa ammissione di Tusk sulle confidenze rese dai vertici istituzionali ucraini, si riferisca al periodo estivo o a un lasso di tempo più lungo, ma risulta comunque perfettamente compatibile con il quadro tratteggiato soltanto poche settimane prima da Budanov, che in qualità di capo del gabinetto del presidente Zelensky ed ex direttore del Gur aveva quantificato in almeno 30.000 persone al mese l’ammontare minimo degli ucraini da mobilitare per reggere l’urto russo.
Ne parliamo assieme a Jacques Baud, saggista ed ex colonnello dell’intelligence svizzera specializzato in questioni russe ed europee, con impieghi presso la Nato e le Nazioni Unite.
NOTE
https://ua.news/en/war-vs-rf/tusk-zai...
https://www.polskieradio.pl/399/7977/...
https://www.ft.com/content/cdce9cd6-4...
https://edition.cnn.com/2026/09/14/wo...
https://www.kyivpost.com/post/84418
https://www.kyivpost.com/post/84403
https://tass.com/politics/2188671
https://www.kyivpost.com/post/83290
https://www.telegraph.co.uk/world-new...
https://abcnews.com/Politics/houthis-...
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AVVISO IMPORTANTE: Questo video presenta una analisi puramente ipotetica e speculativa di possibili scenari riguardanti la Russia e il conflitto russo-ucraino, sulla base di fonti pubblicamente disponibili. Non deve pertanto essere interpretata come previsione certa di eventi futuri. Esprime inoltre il punto di vista esclusivo del soggetto intervistato, basato sulla sua lunga esperienza professionale. Secondo le analisi disponibili e le fonti citate, gli scenari discussi rappresentano possibili sviluppi della situazione, soggetti a variazioni. Per una comprensione completa, si invita a consultare multiple fonti autorevoli. Le analisi presentate si basano su fonti pubblicamente disponibili e rappresentano interpretazioni degli eventi, non verità assolute. Il contenuto è prodotto esclusivamente a scopo informativo e accademico, nel contesto di una analisi geopolitica, e non intende assolutamente promuovere alcuna ideologia o azione.
AVVERTENZA: Questa analisi si basa su fonti verificate e documenti pubblici, presentando diverse prospettive sul caso in questione. Contiene discussioni su conflitti armati ma non dati militari classificati. Può pertanto non essere adatta a tutti gli spettatori. Discrezione dello spettatore consigliata. Le analisi presentate sono basate su proiezioni e interpretazioni di tendenze attuali. È importante considerare le diverse prospettive e mantenere un approccio obiettivo. Il sostegno economico viene utilizzato esclusivamente per la produzione di contenuti indipendenti e ricerca.