Mafalda di Savoia entrò nell'ambasciata tedesca e non tornò più a casa
Elena Rossini e Andrea Conti
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Mafalda di Savoia entrò nell'ambasciata tedesca e non tornò più a casa
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Elena Rossini e Andrea Conti
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Il ventidue settembre millenovecentoquarantatré una donna di quarant'anni entra da sola nell'ambasciata tedesca a Roma. Le hanno detto che alle undici il marito la chiamerà al telefono dalla Germania. Quel marito si trova già da due settimane in un campo di concentramento, e la telefonata non è mai esistita. Meno di un anno dopo la donna morirà a Buchenwald e verrà registrata negli atti del cimitero di Weimar con una sola parola tedesca: sconosciuta.
Questo documentario ricostruisce la vicenda di Mafalda di Savoia, seconda figlia di Vittorio Emanuele terzo, nata a Roma nel millenovecentodue e morta nel lager sull'Ettersberg nell'agosto del millenovecentoquarantaquattro.
Il racconto parte dall'infanzia in una famiglia reale che viveva quasi in disparte, lontano dal Quirinale, con istruzione privata e abitudini sorprendentemente sobrie. Prosegue con il matrimonio celebrato a Racconigi nel millenovecentoventicinque con Filippo d'Assia, principe tedesco senza corona né patrimonio, che cinque anni più tardi aderì al partito nazionalsocialista, divenne massima autorità amministrativa della provincia dell'Assia-Nassau e per anni fece da collegamento personale fra Hitler e Mussolini. Su Mafalda, in quel quindicennio, i documenti tacciono quasi del tutto: nessun incarico, nessuna dichiarazione pubblica. Questo silenzio è il nodo centrale del video.
Seguono il contesto delle leggi razziali del millenovecentotrentotto, il raffreddamento fra la corte sabauda e Berlino, il momento in cui la principessa passa da garanzia dell'amicizia fra i due paesi a oggetto di sorveglianza. L'estate del millenovecentoquarantatré travolge ogni equilibrio: la caduta di Mussolini, l'armistizio, la fuga della famiglia reale verso il sud. Mafalda si trova a Sofia dalla sorella Giovanna; il ritorno diventa un'odissea che si chiude a Roma, dove rivede per l'ultima volta i figli custoditi in Vaticano.
La seconda parte è dedicata ai quattordici mesi di prigionia e si fonda sulle deposizioni giurate raccolte nel campo appena liberato, nell'aprile del millenovecentoquarantacinque, dal comando americano. Da quelle carte emergono la baracca dell'isolamento nascosta nel bosco, il nome falso imposto alla prigioniera, il rapporto con Maria Ruhnau, gli incontri clandestini con un minatore italiano e un frate francescano, i giocattoli di argilla modellati per i figli. Poi il bombardamento del ventiquattro agosto, l'operazione rinviata di quattro giorni, il contrasto fra il chirurgo detenuto e il medico del campo, la morte all'alba senza assistenza.
L'ultima parte segue ciò che accadde dopo: le prime notizie sulla stampa internazionale, con errori destinati a durare decenni, i processi, l'atto di morte redatto solo nel millenovecentoquarantasette con una data sbagliata, l'esumazione del millenovecentocinquantuno e le lapidi collocate a Buchenwald.
Il video è scritto e realizzato da Elena Rossini e Andrea Conti per il canale Verità Sepolte.
La valutazione che proponiamo resta aperta. Mafalda di Savoia fu una vittima: nessun documento le attribuisce responsabilità nelle scelte dei due regimi. Allo stesso tempo appartenne per nascita e per matrimonio a due mondi che quelle scelte compirono. Chi vede in lei soltanto una martire semplifica; chi la considera corresponsabile va oltre ciò che le fonti consentono di affermare.
Che cosa ne pensate? Lasciate la vostra opinione nei commenti: il confronto fra punti di vista diversi è parte del lavoro che facciamo.
FONTI UFFICIALI E DI RIFERIMENTO
Fonte 1: Fondazione Memoriali di Buchenwald e Mittelbau-Dora, Weimar. Biografia ufficiale, baracca dell'isolamento, Libro dei Morti del campo.
Fonte 2: United States Holocaust Memorial Museum, Washington. Carte del comandante americano del campo, con le deposizioni giurate dell'aprile millenovecentoquarantacinque.
Fonte 3: Arolsen Archives, Centro Internazionale sulla Persecuzione Nazista. Schede dei prigionieri citati, con matricole e motivi della detenzione.
Fonte 4: Archivio Storico Comunale di Weimar. Registri di stato civile, certificato di morte del millenovecentoquarantasette, documentazione dell'esumazione.
Fonte 5: Rivista dell'Associazione per la Storia e la Geografia dell'Assia, volume centoventisei. Studio di Volker Wahl con edizione critica delle fonti americane.
Fonte 6: Renato Barneschi, Frau von Weber. Vita e morte di Mafalda di Savoia a Buchenwald. Deposizioni processuali del comandante e del medico del campo.
Fonte 7: Eugen Kogon, Lo Stato delle SS. Testimonianza diretta sulla baracca riservata ai detenuti di rilievo.
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