Disprassia
Introduzione alla Psicologia Roberta D’Angiò
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Disprassia
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Introduzione alla Psicologia Roberta D’Angiò
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La disprassia è un disturbo della coordinazione motoria (DCM) e si riferisce all’incapacità o alla difficoltà di pianificare, organizzare e compiere atti motori volontari necessari a raggiungere un obiettivo.
Innanzitutto, cos’è la prassia? La prassia è la capacità di compiere correttamente movimenti volontari e coordinati rivolti ad uno scopo. Parliamo, dunque, di gesti non automatizzati. Con il termine aprassia ci si riferisce alla perdita o alla mancanza di queste abilità prassiche in età adulta, mentre la disprassia è un disturbo evolutivo della coordinazione motoria, ed emerge già in età precoce. Infatti, il 6% della popolazione infantile, e prevalentemente maschile, tra i 5 e gli 11 anni presenta questo disturbo.
Attualmente non è ancora stata definita una causa univoca della disprassia. Sicuramente fattori predisponenti possono essere la prematurità, il basso peso alla nascita e la sofferenza pre-perinatale, condizioni che possono influire sulla maturazione del Sistema Nervoso Centrale. Per quanto riguarda la componente genetica sono state riscontrate mutazioni a carico del gene FOXP2 in soggetti disprattici. Non si tratta di un malfunzionamento generale dei muscoli e dei neuroni motori, bensì di alcune aree del cervello tra cui quelle che integrano gli aspetti visivi e il movimento e quelle che controllano l’esecuzione e il risultato delle azioni volontarie.
Il resto lo spiegherò nel video. Iscrivetevi alla pagina e seguite “Introduzione alla Psicologia” anche su Instagram e Facebook.