UCRAINA, LA RUSSIA PRONTA A MOBILITARSI MENTRE ZELENSKY PUNTA SU TRUMP. L’UE? SPACCATA | UGO POLETTI
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UCRAINA, LA RUSSIA PRONTA A MOBILITARSI MENTRE ZELENSKY PUNTA SU TRUMP. L’UE? SPACCATA | UGO POLETTI
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IlSussidiario.tv intervista Ugo Poletti, fondatore e direttore di The Odessa Journal, sulla guerra in Ucraina, sul ruolo degli USA in Europa, sui rapporti Trump-Zelensky, sulle sanzioni alla Russia e sulla guerra dell’informazione.
00:00 Introduzione: Ucraina, diplomazia USA-Russia e il ruolo della CIA
03:00 Il ridimensionamento militare USA in Europa e le conseguenze per la sicurezza europea
05:34 Zelensky, Trump e il futuro degli aiuti militari all’Ucraina
07:20 Europa, sanzioni alla Russia e il voto per la Duma
13:31 Conclusioni: guerra dell’informazione, propaganda e disinformazione russa
Guerra in Ucraina, rapporti USA-Europa e disinformazione: a IlSussidiario.tv Ugo Poletti, fondatore e direttore di The Odessa Journal, analizza gli ultimi sviluppi diplomatici e militari tra Washington, Kiev, Mosca e Unione europea.
Poletti commenta l’ipotesi di un incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il direttore della CIA John Ratcliffe, giudicando insolita la sequenza di contatti con Mosca e Kiev. Ratcliffe è direttore della CIA dal 23 gennaio 2025. Sul ridimensionamento della presenza militare statunitense in Europa, Poletti ritiene che l’effetto possa essere un’Europa più esposta, ma anche spinta ad assumersi maggiori responsabilità nella difesa comune.
L’intervista affronta poi il rapporto tra Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il tema dei sistemi Patriot e le difficoltà dell’UE nel trovare una linea unitaria sulle sanzioni alla Russia. Secondo Poletti, il nodo resta l’assenza di una vera «unità di comando» nella politica estera europea.
Sui risultati preliminari del voto russo e sull’affermazione di Russia Unita, Poletti esprime forti dubbi sulla qualità democratica del processo e collega il risultato alla possibilità di nuove misure di reclutamento.
Infine, focus sulla guerra dell’informazione: «Noi siamo vulnerabili», afferma Poletti, indicando nella diffusione virale di notizie false un rischio concreto per l’opinione pubblica, le elezioni e le democrazie europee.
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