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LA NOTTE DI ISRAELE | Speciale Carta Bianchi

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LA NOTTE DI ISRAELE | Speciale Carta Bianchi

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▷ AIUTA L'INFORMAZIONE LIBERA, SOSTIENICI: https://donazioni.radioradio.it/ “La notte di Israele. Un anno di guerra.” Così si intitolava l’incontro di Giovan Battista Brunori, caporedattore e corrispondente Rai da Gerusalemme, sul primo anno dopo il 7 ottobre 2023. Sì, proprio lui. Quello dei coloni armati spacciati per escursionisti. Escur-Sionisti, al limite. A organizzare, tra gli altri, l’ADEI-WIZO, la federazione italiana della Women’s International Zionist Organization: sul suo sito si colloca dentro il movimento sionista, nasce per sostenere una patria ebraica e tra le sue attività elenca il contrasto all’antisionismo. La sua comunicazione? L’ha curata Giovanna Micaglio Benamozegh. La moglie di Brunori. Nessuna Spectre, nessuna loggia segreta: nomi, eventi, statuti, tutto pubblico. Basta leggere. E cosa racconta Brunori? Che Israele è un Paese “meraviglioso”, dalla “resilienza leggendaria”. Che l’informazione ama le cattive notizie e così deforma l’immagine di Israele e del suo governo. E che una parte dei media è sensibile a una presunta propaganda di Hamas. Riavvolgiamo il nastro. Il corrispondente della RAI ha detto, in pubblico, che parte dell’informazione è influenzata dalla propaganda di Hamas. E al Riformista rincara: “Con la macchina comunicativa, Hamas è riuscita a ‘mostrificare’ Israele. È riuscita a far oscurare le sue responsabilità nello scatenamento della guerra e nell’opprimere la popolazione palestinese.” Che è un po’ la medesima impostazione di Antonino Monteleone, il conduttore, sempre RAI, che mostrava i gazawi al mare in un post dal titolo “Il genocidio va in spiaggia” e sposava la tesi israeliana secondo cui Anas al-Sharif, il giornalista di Al Jazeera ucciso insieme ad altri tre colleghi in un raid israeliano, fosse affiliato ad Hamas. Monteleone purtroppo non ci dice nulla riguardo agli altri quasi 300 giornalisti massacrati a Gaza, ma molto probabilmente anche costoro saranno stati vicini ad Hamas, così come l’UNESCO che, nel 2024, ha conferito loro il Premio Mondiale UNESCO/Guillermo Cano per la Libertà di Stampa. Sembrerà ironia di pessimo gusto, ma hanno ragione i Brunori e i Montyeleone: così come la potentissima macchina bellica di Hamas ha umiliato una delle intelligence più evolute del pianeta, il suo formidabile apparato di propaganda ha steso quello israeliano. Soffocato. Neutralizzato. La prova? Ce l’avete davanti. Sono io. Lo confesso: #Hamas mi ha fregato. E con questo video vorrei fare ammenda, riportandovi tutte le menzogne con cui ha stravolto la mia percezione sui fatti del 7 ottobre. Una per una. #CartaBianchi ▷ ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE: https://bit.ly/2MeYWI7 ▷ ULTERIORI APPROFONDIMENTI SU: https://www.radioradio.it/