ALTAFINI, dalle TELECRONACHE di oggi ai PREMI assurdi del MONDIALE vinto nel '58
La Stampa
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ALTAFINI, dalle TELECRONACHE di oggi ai PREMI assurdi del MONDIALE vinto nel '58
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«In televisione fanno gli insegnanti di calcio, ma molti di loro non erano neanche grandi giocatori». Così José Altafini, tra le prime seconde voci della televisione italiana in una telecronaca, racconta il suo modo di commentare le partite e critica chi giudica i calciatori senza conoscere davvero le difficoltà del campo.
Di Antonio Barillà, Stefano Scarpa
Cosa trovi nel video:
00:00 le frasi più forti
01:36 la verità sulla fiction di Pelé
03:01 l’infanzia e il primo pallone
04:31 Pelé compagno di squadra
05:19 il Milan e la prima Coppa dei Campioni
06:31 il record di gol in Coppa Campioni e Cristiano Ronaldo
07:09 «La nuova Champions non mi piace»
07:44 Ajax e il tabù europeo della Juventus
09:20 perché il calcio italiano è in crisi
10:55 «Gli allenatori non hanno più pazienza»
12:19 Paolo Rossi e i giovani da aspettare
14:00 la crisi della Nazionale italiana e brasiliana
15:01 «Odio la palla sempre al portiere»
15:43 perché in Brasile lo chiamavano Mazzola
17:06 l’inizio della carriera da telecronista
18:52 le regole della perfetta seconda voce
19:44 Napoli, Sivori e Roberto Fiore
21:31 la verità su «Core ’ngrato»
23:08 il passaggio dal Napoli alla Juventus
24:09 la vita da calciatore a Napoli e Torino
25:35 l’angelo custode di Altafini
26:57 PlayStation, Pes e la popolarità tra i giovani
27:26 «In tv fanno gli insegnanti di calcio»
27:52 gli anni di Telemontecarlo
28:32 i premi assurdi dopo il Mondiale del 1958
31:27 Pelé, Maradona e Messi: il più grande