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"Li Cavajjeri" (G.G.Belli Sonetto n°1222)

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"Li Cavajjeri" (G.G.Belli Sonetto n°1222)

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Sonetto del 21 Aprile 1834 G.G.Belli Il sonetto "Li Cavajjeri" critica con feroce sarcasmo l'inflazione delle onorificenze e dei titoli cavallereschi concessi con troppa facilità dal governo pontificio dell'epoca. In questo componimento, Belli ritrae il disprezzo e la derisione del popolo di fronte alla svendita di titoli nobiliari e cavallereschi a personaggi di ogni tipo, indipendentemente dal loro valore morale. 1. L'inflazione dei titoli: Il poeta esordisce ironizzando sulla proliferazione inarrestabile di "cavalieri": ce ne sono ogni giorno e per chiunque. I sovrani e le autorità sembrano non saper fare altro che distribuire medaglie, croci e decorazioni. 2. Chi riceve i titoli: Belli elenca le categorie di persone che sfoggiano le spillette e le croci sui mantelli ("pastrani"): preti, ufficiali, camerieri e perfino ladri. La svalutazione del titolo è tale che, se persino i cani ne facessero richiesta, gli verrebbero concesse volentieri. Ogni vizio, anziché essere punito, viene nobilitato ("s'incavajjèra"). 3. Il Giudizio Universale: Il finale del sonetto sposta la scena al momento della resa dei conti divina. Al giorno del Giudizio, di fronte a tanto "sguazzo" di finti nobili, Gesù Cristo accoglierà questi presunti "cavalieri" con supremo disprezzo: toglierà loro ogni dignità e, usando un linguaggio quanto mai esplicito e popolare, li spoglierà delle loro croci per condannarli direttamente alle pene dell'inferno. Traduzione E a voi da bravi! Cavalieri ieri, cavalieri oggi, e cavalieri domani! E sempre cavalieri: e i sovrani non sanno fare altro che cavalieri. Preti, ladri, ufficiali, camerieri, tutti con le crocette sui cappotti. E oramai se le chiedessero i cani, dico che gliele darebbero volentieri. Si fa cavaliere adesso qualunque vizio; voglio ridere però, con tanta abbondanza di cavalieri, al giorno del giudizio. Quando Gesù Cristo, alzando il braccio, dirà: «Signori cavalieri del cavolo, restituite le croci, e via all'inferno». ‪@mamic-V‬