INGEBORG BACHMANN (1926-1973) – “Malina” 1971
Fondazione Carisbo
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INGEBORG BACHMANN (1926-1973) – “Malina” 1971
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Quindicesima lezione della XI Edizione del corso di Pedagogia della Lettura a cura del Prof. Antonio Faeti, “Il pigiama del moralista”: 25 scrittrici nell’Isola non trovata (13 febbraio 2018).
Dall’arrivo a Berlino dell’Armata Rossa fino alla creazione del muro che spacca in due la città, dal bombardamento di Dresda fino al “ponte aereo” che salva dalla fame una generazione, c’è un susseguirsi di eventi capaci, via via di delineare l’identità di una generazione. L’austriaca Ingeborg è coinvolta e distante allo stesso tempo: deciderà di vivere a Roma, dove morirà tragicamente in circostanze misteriose, proprio per creare quella attenzione “distante” di cui si colgono molte tracce nell’incompiuto “Libro Franza”. Dall’Italia vedrà bene le cause prime del disastro, farà collezione di indizi, attuerà una continua comparazione tra memorie e tra eventi. Appassionata e geniale raccoglitrice di “paradigmi indiziari” sa scorgere le trame dolenti entro giardini insospettabili, per lei non ci sono, come per altri scrittori, armadi che non si possono aprire perché costruisce grimaldelli portentosi con tutte le sue opere. La sua morte tragica, misteriosa, cupamente sottratta all’indagine risolutiva, è anche, inevitabilmente, parte della sua opera. Andandosene così, a quell’età, entro quel dramma, ha aggiunto un racconto a quelli raccolti nel mirabile “trentesimo anno”. Ha esplorato, decifrato, analizzato, spiato, e forse ha perfino voluto decidere lei quando e come calare il sipario. Del resto ha ben definito la mappa dei tre sentieri che conducono al lago: non ci sfida per sogghignante spirito provocatorio, vuole che siamo vigili, che decidiamo sempre di cercare una soluzione. Come nella demenziale trattoria del “trentesimo anno”, ciò che serve davvero a fermare il boia è lì, su quel povero scaffale…
BIBLIOGRAFIA E ALTRI RIFERIMENTI
Prima e Dopo il muro:
UWE JOHNSON, “Il terzo libro su Achim”, Feltrinelli, 1963.
MAX FRISCH:
“Homo Faber”, Feltrinelli, 1959.
“Stiller”, Mondadori, 1959.
“Diario d’antepace”, Feltrinelli, 1962.
HANS MAGNUS ENZENSBERGER, “La fine del Titanic”, Einaudi, 1980.
GÜNTER GRASS, “Il tamburo di latta”, Feltrinelli, 1962.
OPERE DI INGEBORG BACHMANN:
“Tre sentieri per il lago”, Adelphi, 1980.
“Il sorriso della sfinge”, Cronopio, 2011.
“Luogo eventuale”, SE, 1992.
“Non conosco mondo migliore”, Guanda, 2004.
“Il dicibile e l’indicibile”, Adelphi, 1998.
“Il buon Dio di Manhattan”, Adelphi, 1991.
“Quel che ho visto e udito a Roma”, Quodlibet, 2002.
“Il libro Franza”, Adelphi, 2009.
“Verrà un giorno”, Marietti, 2009.
“Invocazione all’orsa maggiore”, SE, 2002.
“Letteratura come utopia”, Adelphi, 1993.
con PAUL CELAN: “Troviamo le parole. Lettere 1948-1973”, Nottetempo, 2010.
“Malina”, Adelphi, 1971.
“Diario di guerra”, Adelphi, 2011.
“Il trentesimo anno”, Feltrinelli, 1963.
Immagini di EMMANUELLE HOUDART.