"La Messa de San Lorenzo" (G.G.Belli Sonetti n°1248/1249)
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"La Messa de San Lorenzo" (G.G.Belli Sonetti n°1248/1249)
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Sonetti del 26 Aprile 1834
G.G.Belli
In questi due sonetti affiancati,Giuseppe Gioachino Belli punta l'obiettivo sulla simonia e sulla venalità del clero, mostrando come la salvezza dell'anima nel Purgatorio venga ridotta a una vera e propria transazione commerciale.
Nel primo sonetto, un signore paga una messa per un'anima del Purgatorio con un colonnato (un fiorino/scudo d'argento). La messa viene celebrata solennemente all'altare maggiore e l'anima vola in Paradiso. Tuttavia, quando il sacerdote scopre in sagrestia che la moneta è falsa, impreca furioso e annulla la validità spirituale della funzione: di conseguenza, la povera anima viene "richiamata indietro" dal Paradiso e rispedita nel Purgatorio.
Nel secondo sonetto, Belli mette in scena un comico e amaro "merfanteggiare" tra un popolano e un sacerdote (Don Marcello). Il popolano, voleva far dire una messa per il padre defunto (tata), prova a trattare sul prezzo non avendo lo scudo intero richiesto. Il prete rifiuta sdegnato le offerte al ribasso, paragonando una messa da mezza piastra a una misera bollitura di castagne (callalessa), inidonea ad aprire le porte del Cielo. Il dialogo si chiude con l'inflessibile verdetto del religioso: dal fuoco del Purgatorio non si esce per meno di uno scudo sano.
Traduzione
I
Un giorno, a San Lorenzo, entrò un signore e andò in sagrestia con un fiorino d'argento, affinché un prete gli avesse celebrato una messa del valore di uno scudo.
Il prete fu trovato all'istante: la messa si cantò all'altare maggiore; e un'anima purgante ebbe l'onore di volare in paradiso a buon mercato.
Ma appena il prete si tolse la veste, accortosi che la moneta era falsa, tirò una bestemmia e fece una protesta.
E l'anima salvata ebbe il martirio, poiché la messa non le era valsa, di tornarsene indietro in purgatorio.
II
Dico: «Vorrei farvi dire una messa per l'anima del mio povero papà: ma uno scudo intero non ce l'ho, e per questo una mezza piastra non vi va bene lo stesso?»
«Mezza piastra?!», risponde Don Marcello: «Ma come vuoi che un'anima sia messa in paradiso per una castagna bollita? No, proprio non si può, cuor mio bello».
Dico: «Andiamo, la pago due testoni». Dice: «Figlio, assicurati che è poco, e nemmeno gli apriamo i portoni».
«Via», dico, «un altro giulio». Lui allora concluse dicendomi che da quel fuoco per meno di uno scudo non si scappa fuori.
@mamic-V