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MIELOPATIA CERVICALE: CAMMINAVO COME UN ROBOT

Emiliano Passacantilli

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MIELOPATIA CERVICALE: CAMMINAVO COME UN ROBOT

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Emiliano Passacantilli
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Mielopatia cervicale: quando la compressione del midollo rende le gambe rigide e le mani "goffe", e quando serve rioperare. In questo video il Dr Emiliano Passacantilli, neurochirurgo a Roma, racconta un caso reale con la testimonianza della paziente: dai primi sintomi al reintervento, fino ai primi miglioramenti. 📩 Per informazioni, consulenze e appuntamenti: 🌐 https://www.nsaneurochirurgia.it ✉️ e.passacantilli@gmail.com 📞 +39 333 5253601 La mielopatia cervicale è la sofferenza del midollo spinale a livello del collo, di solito causata da una stenosi cervicale: lo spazio a disposizione del midollo si riduce e la compressione dà sintomi che a volte sembrano lontani dal collo. In questo caso la paziente aveva gambe rigide "come di legno", un'andatura "da robot", instabilità nel cammino (fino a usare la stampella), mani addormentate, difficoltà nei movimenti fini come abbottonarsi, due dita che non si aprivano e una perdita di sensibilità tale da non distinguere l'acqua calda da quella fredda. Un primo intervento anteriore su due livelli (C5-C6 e C6-C7), eseguito da un collega, aveva decompresso bene C6-C7, ma a C5-C6 rimaneva una compressione anteriore nonostante la cage: si può avere l'impressione di aver liberato tutto e invece uno spazio residuo di compressione rimane. Gli accertamenti neurologici, compreso l'esame del liquor, avevano escluso la sclerosi multipla e altre patologie infiammatorie: si trattava quindi di una vera mielopatia compressiva. Rivisto il caso con il gruppo NSA, e vista anche la giovane età, si è deciso di dare un'ulteriore chance al midollo con un intervento su due fronti: una revisione anteriore con una cage più grande per allargare lo spazio davanti, e una laminectomia posteriore su due livelli con viti di fissaggio, per liberare il midollo anche dietro. L'obiettivo, va detto con chiarezza, è arrestare la progressione dei sintomi e dare più spazio al midollo: non una promessa di guarigione. Al controllo a un mese la paziente riferisce i primi segnali positivi: più sicurezza nel cammino, soprattutto sui terreni irregolari, e le dita che iniziano ad aprirsi un po' più velocemente rispetto a prima. È presto — è passato solo un mese — e il percorso prosegue con la fisioterapia e un nuovo controllo con risonanza a due mesi, quando gli artefatti delle viti saranno scomparsi e si potrà valutare bene lo spazio guadagnato. Ma la cosa che conta di più, oltre alla radiologia, è che cammini e usi meglio le mani. Un messaggio utile per tante persone con difficoltà a camminare, formicolii e mani addormentate: dietro questi sintomi può esserci il collo, e la mielopatia cervicale si può affrontare con la strategia giusta al momento giusto. ℹ️ I contenuti di questo video hanno scopo puramente divulgativo e informativo e non sostituiscono il parere del medico curante. Per ogni decisione riguardante la tua salute rivolgiti a un professionista. ▶️ Iscriviti al canale per altri video chiari e affidabili sulla salute della tua schiena e del tuo cervello. 🔗 Link utili: 🌐 Sito / studio (NSA Neurochirurgia): https://www.nsaneurochirurgia.it ✉️ Email: e.passacantilli@gmail.com 📞 Telefono: +39 333 5253601 📸 Instagram:   / emipassacantilli   🎵 TikTok:   / emilianopassacantilli   ▶️ YouTube:    / @emilianopassacantilli   #mielopatiacervicale #stenosicervicale #neurochirurgo #maniaddormentate #neurochirurgiaroma Sedi Clinica Sanatrix: Via di Trasone, 61 Roma Centro Chirurgico Toscano: Via dei Lecci, 22 Arezzo https://www.nsaneurochirurgia.it/it/e... Progetto a cura di Edoardo Calderoni Social: https://www.instagram.com/edoardo_zed...