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F1, GP Singapore: ecco svelati i segreti di Marina Bay che gli altri non vi raccontano

MatteoBobbi

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F1, GP Singapore: ecco svelati i segreti di Marina Bay che gli altri non vi raccontano

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Singapore è il teatro dell’ultimo appuntamento della lunga tripletta che ha portato la Formula 1 da Baku alla Malesia e ora a Marina Bay. Direttamente dal circuito, ecco le caratteristiche di una pista profondamente diversa da quella di Sepang, a partire dal nuovo asfalto, più chiuso e meno aggressivo sui pneumatici. La superficie dovrebbe garantire maggiore grip e una gestione più semplice delle temperature e dell’usura. Particolare attenzione alla prima curva, dove le monoposto arrivano a circa 298 km/h prima di una violentissima frenata con oltre 4G di decelerazione. Intanto i tecnici dei team stanno misurando il grip dell’asfalto per aggiornare i dati utilizzati nei simulatori e migliorare la correlazione tra pista reale e sviluppo virtuale. Grande attenzione soprattutto su Mercedes e Red Bull. La prima arriva a Singapore con un confronto diretto tra due configurazioni della monoposto: Kimi Antonelli utilizzerà il nuovo pacchetto evolutivo, mentre George Russell correrà con la versione precedente alla Malesia. L’obiettivo è capire perché il nuovo aggiornamento, pur rispettando i dati previsti da simulatore, galleria del vento e CFD, abbia mostrato problemi all’anteriore e un forte sottosterzo nelle curve lente. Russell dovrà inoltre scontare una penalità legata alla Power Unit, con l’introduzione di un nuovo turbocompressore. Red Bull, invece, sembra arrivare con grande fiducia dopo le prestazioni convincenti di Baku e Malesia: può essere competitiva su tracciati molto diversi e Max Verstappen torna a Singapore con il morale alto dopo aver ritrovato la vittoria. Anche Aston Martin cerca conferme dopo la buona prestazione di Fernando Alonso, mentre la sfida tra Alpine e Visa Cash App Racing Bulls resta aperta. Il capitolo Ferrari parte invece dalla rimonta mostrata in Malesia da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, arrivata dopo una strategia rivelatasi sbagliata: quella di utilizzare gomme da asciutto quando la pista non era ancora nelle condizioni ideali. C'è però un aspetto importante: la decisione finale sul cambio di pneumatici spetta sempre al pilota, che è l'unico ad avere in quel momento la percezione diretta dell'evoluzione dell'asfalto. Hamilton, in particolare, ha mostrato una reazione molto aggressiva dopo il problema iniziale. A Singapore potrebbe inoltre entrare in gioco il meteo, mentre l'aria del circuito risente della foschia proveniente dagli incendi in Indonesia. Sullo sfondo resta anche McLaren, che dopo Baku ha perso parte della brillantezza mostrata in precedenza a causa degli ultimi aggiornamenti aerodinamici. Segui Matteo Bobbi sui social!   / matteobobbi   X https://twitter.com/matteobobbi?lang=it