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Anna Costanza di Cosel imparò l'ebraico rinchiusa nella fortezza di Stolpen, in Sassonia

Elena Rossini e Andrea Conti

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Anna Costanza di Cosel imparò l'ebraico rinchiusa nella fortezza di Stolpen, in Sassonia

315 просмотров · 1 месяц назад
Elena Rossini e Andrea Conti
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Anna Costanza di Brockdorff, contessa imperiale di Cosel, nacque nell'ottobre del milleseicentottanta in una tenuta dello Holstein e morì nel marzo del millesettecentosessantacinque in una torre della fortezza di Stolpen, in Sassonia, dopo una prigionia durata quasi mezzo secolo. Non fu mai processata, non ricevette mai una sentenza, non seppe mai di che cosa fosse accusata. In questo documentario ricostruiamo l'intera parabola della sua esistenza, dall'infanzia in campagna alla corte di Dresda, dal vertice del potere alla reclusione, fino alla lunghissima vecchiaia trascorsa tra i libri e un'aiuola di pochi fiori. Il canale è ideato e realizzato da Elena Rossini e Andrea Conti, dedicato a biografie europee poco conosciute o mal ricordate. Il nostro obiettivo è divulgativo: ricostruire una vita per intero, con le sue date, i suoi documenti e le sue contraddizioni, senza ridurla al ritratto pittoresco che di solito ci viene consegnato. Che cosa trovate nel video. Ricostruiamo la reputazione ufficiale della contessa e il modo in cui il romanzo storico ne ha modellato l'immagine; l'infanzia a Depenau e un'educazione singolare per una bambina del suo tempo, fatta di pistola, fucile, scherma e sella maschile, accanto alla distillazione e alle erbe medicinali apprese dalla madre; il matrimonio con Adolfo Magno di Hoym e il celebre episodio della scommessa di Dresda, che le fonti coeve non confermano; il documento del dodici dicembre del millesettecentocinque, con cui Augusto il Forte si impegnava per iscritto a sposarla; il patrimonio accumulato negli anni dell'influenza; la caduta, il viaggio interrotto a Breslavia e la consegna del novembre del millesettecentosedici; la vita quotidiana nella fortezza, con le lettere senza risposta, l'ufficiale condannato a morte per aver raccolto un fazzoletto e l'unico incontro con il re dopo undici anni; infine la biblioteca di circa tremila volumi costruita in cattività, lo studio della Bibbia e dell'ebraico e la tomba ritrovata più di un secolo dopo. Sul personaggio manteniamo una posizione volutamente equilibrata, perché le fonti non permettono un verdetto. Anna Costanza fu donna di ingegno notevole, coraggiosa, colta, incapace di adulare e per questo circondata di avversari, ma fu anche ambiziosa, dura con le rivali e ossessiva nella difesa dei propri beni. Le due immagini non si escludono: convivono nello stesso carattere e nelle stesse testimonianze. Ciò che si può affermare con certezza è di ordine giuridico, non morale: nessun tribunale la giudicò, nessuna colpa le fu contestata, e la sua reclusione fu il risultato di una volontà politica e poi di una semplice inerzia amministrativa. Dove esistono versioni diverse degli stessi fatti le abbiamo esposte tutte, segnalando che cosa appartiene alla documentazione e che cosa alla tradizione letteraria. Alcuni racconti molto diffusi, come la scena del re di Prussia che le offrirebbe di persona la libertà, non trovano riscontro nelle fonti coeve. Fonti principali utilizzate per questo documentario. Fonte uno: la documentazione museale e archivistica della fortezza di Stolpen, con le date della detenzione, la corrispondenza amministrativa, gli inventari degli ambienti e i verbali della sepoltura. Fonte due: gli atti e i registri della corte di Sassonia al tempo di Augusto il Forte, da cui provengono le notizie su rendite, donazioni, proprietà e sul contratto matrimoniale. Fonte tre: le memorie e le relazioni di contemporanei della corte di Dresda, che ci hanno lasciato i ritratti della contessa e le testimonianze sui rapporti di forza tra favorite e ministri. Fonte quattro: la storiografia tedesca sulla casa di Wettin e sul regno di Augusto il Forte, utile per il contesto dinastico e per le decisioni del successore. Fonte cinque: la tradizione letteraria polacca ottocentesca a lei dedicata, usata non come fonte di fatti ma come oggetto di studio, per mostrare come si è formato il mito. ▪️ Il canale nasce con finalità esclusivamente educative e divulgative, per conservare la memoria delle persone e degli eventi che hanno dato forma al nostro mondo. ▪️ Tutti i video sono realizzati nel pieno rispetto dei principi dell'uso legittimo e richiedono molto tempo di lavoro paziente e minuzioso. ▪️ Le informazioni contenute nel video provengono da fonti accessibili al pubblico e hanno carattere puramente informativo. Gli autori non rispondono della loro esattezza né delle conseguenze del loro utilizzo. ▪️ Ogni video è una storia unica, costruita con attenzione al dettaglio e piena dedizione. Solo contenuti originali degli autori, senza ripetizioni. ▪️ Cerchiamo di pubblicare ogni giorno materiali che abbiamo studiato per anni. Grazie di essere con noi!