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Riserva Naturale di Monte Catillo a Tivoli (Roma)

Roma sparita

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Riserva Naturale di Monte Catillo a Tivoli (Roma)

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Piacevole passeggiata sul Monte Catillo, con belle viste su Tivoli e sulla valle dell'Aniene. Lungo il percorso, tra le varie “attrazioni”, si incontrano: Arco di Quintilio Varo: l’arco in realtà non ha un collegamento diretto con il console romano, se non la vicinanza con il luogo della sua abitazione. Fu costruito agli inizi del '900 in sostituzione di un più vecchio arco eretto a conclusione dei lavori di ingegneria idraulica voluti da Papa Gregorio XVI nel 1835 per la deviazione del fiume Aniene. L’Arco si trova proprio nel punto in cui le acque del fiume fuoriescono dal Monte Catillo, generando una fragorosa cascata alta 120 metri. Sughereta di Sirividola: la quercia da sughero è una specie vegetale relativamente rara e quindi difficile da osservare. La sua presenza è una delle principali ragioni dell’istituzione della Riserva. Il bosco ne comprende vari ettari, con esemplari molto grandi, alcuni dei quali raggiungono notevole altezza e circonferenza. Cisterna romana: lungo il sentiero sono visibili i (pochi) resti di un’antica cisterna di forma rettangolare che serviva ad immagazzinare acqua piovana. Questa era probabilmente funzionale a una villa romana poco distante. Dolina carsica detta “Il Grottone”: si tratta di una depressione carsica formata dallo sprofondamento della volta di una grande grotta, che ha formato un ambiente circolare al quale si accede per mezzo di un arco naturale di roccia. Vacche maremmane: si incontrano in un recinto una volta arrivati alla Fontana Vecchia, all’interno di un ranch/fattoria. Vecchia calcara/fornace: questa antica fornace, probabilmente in uso fino a circa ottant’anni fa, è ben visibile nei pressi dell’ingresso principale della Riserva, vicino a Torre S. Angelo. Nel Medio Evo è documentata la presenza nel territorio di numerose fornaci, dette anche “calcare”, per la produzione di calce a partire dal pietrame calcareo estratto in loco e necessario all’edilizia locale. Per realizzare una calcara, venivano scavate cavità profonde circa 4 metri e all’interno veniva costruito un forno con una copertura a cupola; il pietrame veniva introdotto dall’alto, mentre una piccola apertura in basso consentiva di introdurre il combustibile per la cottura del calcare. Dopo la cottura si estraeva la calce viva (“calce in zolle”) che veniva trasportata ai luoghi di destinazione per mezzo di carretti tirati da cavalli. Vista dall’alto della grande cascata di Villa Gregoriana (affacciandosi dal muretto nelle immediate vicinanze dell’arco di Quintilio Varo) Ara funeraria della vestale Cossinia: la tomba della vestale Cossinia, risalente al I sec. d.C., è di grande importanza archeologica in quanto si tratta dell’unica tomba di Vestale di cui si abbia conoscenza. Sul retro del monumento è riportato, in latino: “Qui sepolta riposa la vergine, per mano del popolo trasportata, poiché per sessantasei anni fu devota a Vesta. Luogo concesso per decreto del senato”. Informazioni Il percorso, ad "anello", si chiude in 4 ore e mezzo, andando con calma, per complessivi 11,5 km. No insetti fastidiosi, percorso quasi sempre al sole, no vegetazione infestante, zona con divieto di caccia, segnale GPS sempre presente, segni bianchi e rossi del CAI molto frequenti, cosi come i cartelli informativi. Non abbiamo incontrato alcun animale, se si escludono le vacche maremmane alla Fontana Vecchia. Tra la fauna locale, almeno ufficialmente, è compreso anche il Lupo. Non vi sono fonti d’acqua, quindi fare scorta prima (l’acqua dei fontanili Fonte Bologna e Fontana Vecchia non è potabile). La tomba della vestale Cossinia è di fronte alla stazione dei treni. Come sempre consigliamo una traccia GPS, disponibile gratuitamente al seguente link: https://it.wikiloc.com/percorsi-escur... Impressioni di visita Più una piacevole passeggiata che un’escursione, se si esclude il primo tratto ripido in salita. Purtroppo influisce il fatto che il sentiero è in gran parte sassoso e pietroso, cosa che costringe in continuazione a guardare dove si mettono i piedi. La Calcara risulta incredibilmente trascurata e piena di immondizia, mentre è un monumento a tutti gli effetti e come tale dovrebbe essere valorizzata e salvaguardata. Al termine dell’escursione è d’obbligo una visita a Tivoli, distante pochi minuti d’auto, città antichissima e ricca di storia. Come arrivare Parcheggio gratuito davanti alla stazione di Tivoli (RM), in via Sant’Agnese, o sul suo proseguimento cioè viale G. Mazzini, qui il punto preciso su Google Maps: https://maps.app.goo.gl/FR8M9Z1Y1HUHG... Buona visita!