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Il blitz in diretta della Polizia Locale nel deposito della merce falsa nel centro di Napoli

Il Mattino

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Il blitz in diretta della Polizia Locale nel deposito della merce falsa nel centro di Napoli

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Nei pressi del civico 43 di via Maddalena sono appostati gli agenti dell’unità operativa investigativa della polizia locale che da giorni tengono sotto controllo un vecchio edificio fatiscente, all’apparenza pressoché disabitato. E quando scatta il blitz gli uomini della locale vedono confermato quanto emerso dalle indagini e scoprono che all’interno di un appartamento al primo piano si nasconde un deposito di capi d’abbigliamento contraffatti gestito da un uomo di origine senegalese intento a organizzare il trasporto di grosse buste di plastica piene di vestiti e scarpe pronti per essere venduti sul mercato illegale del falso. T-shirt Prada, Balenciaga e Dolce&Gabbana. Giubbotti Moncler e Louis Vuitton e sneakers Alexander McQueen, sono solo alcuni degli articoli dei grandi brand della moda rinvenuti nel nascondiglio, che alla vendita avrebbero fruttato un ricavo di oltre 5 mila euro. L'operazione Sotto il coordinamento del maggiore Gabriele Salomone – comandante responsabile dell’unità operativa investigativa, ambientale, minori ed emergenze sociali – le donne e gli uomini di questo reparto d’élite svolgono ogni giorno attività investigative e di intelligence con controlli e interventi in materia ambientale, a tutela e salvaguardia dei minori e delle fasce deboli e di gestione delle emergenze sociali. Il blitz Il tenente Giuseppe Zullo, che ha guidato il blitz dal punto di vista operativo, spiega come «il fenomeno della contraffazione è diffuso in tutta Italia e particolarmente a Napoli. Secondo i recenti dati forniti da Confesercenti e Confcommercio Campania, l’indotto che deriva da questa economia illegale è di centinaia di milioni di euro». Dati difficili da raccogliere con estrema precisione poiché si tratta di cosiddetti reati sommersi, ma che vengono ricavati anche da sequestri come questo. «Quello che invece è certo – prosegue il tenente Zullo – è che la contraffazione danneggia chi fa impresa in maniera legale e in generale lo Stato e tutta la collettività». L’esito L’operazione ha portato al sequestro di 400 capi di abbigliamento e scarpe oltre alla chiusura del deposito e alla denuncia nei confronti dell’uomo trovato all’interno. La merce sarà distrutta o devoluta in beneficenza, in base a quanto verrà disposto dall’autorità giudiziaria, ma le indagini degli agenti proseguiranno per accertare le eventuali corresponsabilità del proprietario dell’immobile. Come spiega il personale dell’unità operativa investigativa, il mercato degli abiti contraffatti è spesso alimentato da interi nuclei familiari che arrivano in Campania anche da altre regioni del Paese attirati dall’acquisto facile e a pezzi accessibili di questa merce. Senza però tenere conto del rischio che corrono, poiché molto spesso questi prodotti, generalmente provenienti dalla Turchia attraverso mezzi su gomma, vengono realizzati con materiali scadenti dannosi per la salute. Il bilancio Per delineare il bilancio conclusivo del blitz e definire il quadro generale delle attività è intervenuto il comandante della polizia locale Ciro Esposito: «Questa è solo una delle tante operazioni che svolgiamo nell’ambito del contrasto alla contraffazione. Molto spesso le attività ci spingono ad intervenire direttamente sulla strada, quando la merce viene esposta ai clienti di passaggio. In questo caso abbiamo individuato un deposito in una zona di Napoli nota per la vendita di materiale contraffatto e il risultato ottenuto è stato soddisfacente perché abbiamo sequestrato la merce e fermato il soggetto che ne era in possesso. Continueremo ad operare in questo ambito consapevoli che per contrastare un fenomeno così ampio, che va oltre i confini della nostra città, è necessario procedere in sinergia con le altre forze dell’ordine e con la magistratura. Attraverso l’Anci abbiamo anche istituito una collaborazione di carattere nazionale con i comandanti delle altre città metropolitane per avere uno scambio di best practice. Come polizia locale siamo molto impegnati in tal senso perché il nostro obiettivo è risalire anche agli opifici dove i prodotti contraffatti vengono realizzati, in modo tale da colpire l’intera filiera».