Scuole alberghiere piene ma i ristoranti non trovano personale: ''Perché si iscrivono?"
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Riunione a Gropello Cairoli tra albergatori e ristoratori giunti da diverse parti della provincia di Pavia, e oltre, per discutere dei problemi della categoria. Uno di questi è la difficoltà nel reperire personale. Emerge una chiave di lettura che fa risalire le cause alle scuole alberghiere. Non tanto per l’organizzazione del corso di studi, ma ancora a monte: le motivazioni nell’iscrizione. Secondo colloqui informali che diversi esercenti hanno avuto negli anni con i docenti, troppo spesso si iscrive alla scuola alberghiera chi necessita di un diploma, magari per svolgere altri lavori, e preferisce un percorso con molta pratica evitando le materie concettualmente più ostiche. Si iscrive, però, già sapendo che non andrà a lavorare nel settore dell’accoglienza. “Le iscrizioni alle scuole alberghiere sono sempre piene, ma tra tutti questi allievi quanti vogliono veramente fare questo lavoro?”, notano gli esercenti. Al termine degli studi, puntualmente, i ragazzi vanno a fare altro, con la conseguenza che le scuole alberghiere non riescono a fornire il serbatoio di professionalità che servirebbe al settore.
L’altra piaga per la categoria è, naturalmente, il caro bollette. Il confronto con i funzionari Ascom fa emergere una situazione di difficile lettura. Ci sono imprese che registrano aumenti del 30%. Alti, ma in qualche maniera gestibili. Molti, invece, hanno visto le bollette aumentare del 300%. Cambiare gestore in questa fase, però, resta rischioso in quanto nessun operatore può garantire stabilità nelle tariffe. “Non c’è soluzione”, hanno ammesso gli esperti, che hanno comunque illustrato piccole opportunità come il credito d’imposta o i finanziamenti agevolati. L’appello è, ancora una volta, alla politica nazionale, a cui guarda anche il presidente del consiglio comunale di Pavia, Nicola Niutta, presente all’incontro per confrontarsi con gli esercenti.