Mia figlia viveva in un sottoscala a Parigi: pagavamo 700€ al mese!
Cinzia Santini
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Mia figlia viveva in un sottoscala a Parigi: pagavamo 700€ al mese!
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Cinzia Santini
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700 euro al mese per dormire in un sottoscala. 1.100 euro per un monolocale di appena 22 metri quadrati. Questa è la realtà che abbiamo vissuto cercando una casa per mia figlia a Parigi.
Oggi voglio raccontarvi un'esperienza personale che mi ha fatto riflettere profondamente sul caro affitti, sulla crisi abitativa e sulle difficoltà che devono affrontare gli studenti universitari e le loro famiglie.
Mia figlia Carolina vive a Parigi da oltre quattro anni. Ha scelto di studiare design e io e suo padre abbiamo deciso di sostenerla economicamente, perché credevamo nel suo percorso di studi e nel suo futuro professionale.
Ma trovare un alloggio dignitoso a Parigi si è rivelato molto più difficile e costoso di quanto immaginassimo.
All'inizio abbiamo trovato un appartamento di circa 30 metri quadrati, per il quale pagavamo 1.800 euro al mese.
Successivamente Carolina ha vissuto per un anno e mezzo in uno spazio ricavato sotto una scala, dove non riusciva nemmeno a stare in piedi accanto al letto. Per quella sistemazione pagavamo 700 euro al mese.
Oggi, finalmente, ha un piccolo appartamento tutto suo nel nono arrondissement di Parigi. Ma si tratta di uno studio di appena 22 metri quadrati, con un affitto di 1.100 euro mensili.
Sono cifre che trovo difficili da accettare, soprattutto pensando a quanti studenti e giovani lavoratori si trovano in condizioni simili.
E il problema non riguarda soltanto Parigi.
Anche in città italiane come Milano, Roma, Firenze e Bologna, trovare una stanza o un appartamento a prezzi accessibili può essere una grande difficoltà per chi studia lontano da casa.
Nel video parto anche dalle immagini delle proteste e delle devastazioni avvenute in Francia, che mia figlia ha potuto osservare da vicino.
Condanno fermamente ogni forma di violenza e vandalismo. Credo però che, accanto alla necessaria condanna di questi episodi, sia importante interrogarsi anche sulle difficoltà sociali ed economiche che attraversano una parte della popolazione.
Il costo degli affitti, il caro vita, la scuola, le opportunità per i giovani e le condizioni abitative sono questioni che meritano attenzione e risposte concrete.
Non si tratta di giustificare la violenza, ma di chiedersi come sia possibile prevenire il disagio sociale e offrire prospettive migliori alle nuove generazioni.
Rifletto inoltre sulle differenze tra Francia e Svizzera, dove vivo, e sul ruolo che possono avere i cittadini nel chiedere cambiamenti attraverso strumenti democratici e manifestazioni pacifiche.
Quello che mi preoccupa maggiormente è vedere quanto possa diventare difficile per una famiglia sostenere il percorso universitario di un figlio, soprattutto quando studiare significa trasferirsi in una grande città.
Studiare fuori casa dovrebbe essere un'opportunità, non un privilegio riservato a chi può permettersi affitti sempre più elevati.
E voi cosa ne pensate?
È normale pagare 700 euro per dormire in un sottoscala o 1.100 euro per vivere in 22 metri quadrati?
Avete figli che studiano fuori sede? Vivete a Parigi, Milano o in un'altra grande città e avete incontrato difficoltà nel trovare casa?
Raccontatemi le vostre esperienze nei commenti. Sono molto interessata a conoscere il vostro punto di vista.
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