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CAUZIONE AFFITTO: QUANDO IL PROPRIETARIO PUÒ TRATTENERLA (E QUANDO DEVE ANDARE DAL GIUDICE)

Studio legale Terrenzio

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CAUZIONE AFFITTO: QUANDO IL PROPRIETARIO PUÒ TRATTENERLA (E QUANDO DEVE ANDARE DAL GIUDICE)

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Quando finisce un contratto di affitto, una delle liti più frequenti riguarda il deposito cauzionale: il proprietario può trattenerlo “perché ci sono danni” o perché mancano dei pagamenti? E basta una semplice comunicazione all’inquilino per non restituirlo? Per capirlo dobbiamo partire dalla funzione della cauzione: è una somma versata in deposito che garantisce l’adempimento degli obblighi del conduttore, ma non può diventare un pretesto per coprire il normale deterioramento dell’immobile. Vediamo quindi in quali casi la trattenuta è legittima (danni oltre l’usura, canoni o spese arretrate, violazioni contrattuali), quali prove servono e soprattutto cosa succede se l’inquilino contesta: perché, in assenza di accordo, il locatore non può “incassare e basta”, ma deve rivolgersi al giudice per ottenere l’attribuzione della cauzione a copertura di danni o pigioni impagate. Prima di entrare nell’argomento, iscriviti al canale per rimanere aggiornati con le mie pubblicazioni. Richiedi un consulto studiolegaleterrenzio@gmail.com https://studiolegaleterrenzio.com