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La «prima» di Calabresi tra libro e candidatura: «Milano non fa schifo, ma serve ascolto»

Corriere della Sera

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La «prima» di Calabresi tra libro e candidatura: «Milano non fa schifo, ma serve ascolto»

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La presentazione al teatro Parenti è diventata quindi un'occasione per il giornalista, di condividere la sua visione della città Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/milano/la-p... MILANO - Le piace come sindaco? «Sì, è mio marito». Eh... lo sappiamo, tra l'altro sposati da Sala, giusto? La moglie di Mario Calabresi si aggira tra il pubblico del teatro Franco Parenti. C'è tanta gente venuta ad ascoltare il candidato sindaco del centrosinistra. Il candidato sindaco non parla con i colleghi giornalisti. «Presento il libro, ("Le voci degli altri", ndr.)». Nel foyer va in onda un missunderstanding. Arriva il deputato Luigi Marattin perché in un’altra sala c’è un convegno del Partito Liberal Democratico dal titolo «Muoversi Liberamente a Milano». Marattin spiega: «Infatti ho fatto l'in bocca al lupo a Calabresi perché penso ne avrà bisogno». Ma quindi, se Calabresi non riesce a riscaldare il cuore del Pd, ci pensate voi? «Noi abbiamo un candidato sindaco. Appoggiamo l'esperienza di Antonio Civita, che è un candidato civico. Gli abbiamo promesso quattro mesi fa l'appoggio, lo stiamo dando e, finché lui è candidato sindaco, lo appoggeremo. Poi vedremo cosa succederà».L’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, è venuto a salutare l’amico, lo provochiamo: Ci sarà continuità... nella prossima amministrazione l'assessore non cambia?». «Siamo qua per la presentazione di un libro molto bello, parliamo del libro».In sala cerchiamo volti noti del Pd. Riconosciamo solo Lia Quartapelle. Comincia l’incontro. La presentazione è diventata quindi un'occasione per il giornalista di condividere la sua visione della città, mettendone in luce quelli che lui ritiene siano aspetti su cui intervenire, dalla sicurezza («non è militarizzare e non è creare deserti») alla necessità di spazi di socialità gratuita e di luoghi freschi contro le ondate di caldo («un condizionatore in ogni biblioteca non solo nei centri commerciali»). Calabresi ha colto l'occasione per rispondere anche alla candidata sindaco della Lega, Silvia Sardone, che lo aveva stuzzicato proprio sulla sua convinzione che Milano abbia bisogno di «un cambiamento vero». «Poi arriva la Sardone e dice che Calabresi dice che Milano fa schifo. No. Non è che Milano fa schifo. Milano è una città straordinaria, di cui sono orgoglioso - ha puntualizzato -. Il punto è che dobbiamo continuare a essere orgogliosi di Milano ma le città sono degli organismi vivi che si trasformano continuamente, che hanno sempre nuove sfide e quindi dobbiamo continuare ad aggiornare le risposte».Andrée Ruth Shammah, direttrice del Franco Parenti, applaude. Ma lei non deve essere la candidata del centrodestra al sindaco?. «Ma io sono per il centrodestra».E di Calabresi cosa le sembra?. «A me piace molto perché lui parla in modo semplice. Bello quello che ha detto. Dopodiché, bisogna vedere chi sono i candidati».Il centrodestra non trova ancora l'accordo sul nome? «Non so perché no, Lupi è un buon candidato».Alla fine c’è una lunga coda per farsi autografare il libro. Calabresi regala un segnalibro con il qr code per iscriversi alla sua newsletter. No, non c’è scritto “Vota Mario!”.