141 PARMA, PIACENZA E GUASTALLA (1740-1756) - VOLUME IV - STORIA MODERNA
IL CORSO DI STORIA
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In questa lezione ricostruiamo la storia di Parma, Piacenza e Guastalla tra il 1740 e il 1756, seguendo il passaggio da territori con storie e ordinamenti differenti alla formazione del nuovo dominio dei Borbone-Parma. Partiamo dalle origini moderne dei ducati: la nascita dello Stato farnesiano di Parma e Piacenza nel Cinquecento e la distinta formazione del Ducato gonzaghesco di Guastalla. Arriviamo quindi all’estinzione dei Farnese, al breve governo di Carlo di Borbone e al passaggio di Parma e Piacenza agli Asburgo. Durante la guerra di successione austriaca i tre territori diventano uno dei principali punti di contesa dell’Italia settentrionale: seguiamo l’occupazione franco-spagnola del 1745, la riconquista austriaca, la battaglia di Piacenza del 1746, la fine della dinastia dei Gonzaga di Guastalla e infine la pace di Aquisgrana del 1748, che assegna Parma, Piacenza e Guastalla all’infante Filippo di Borbone. La seconda parte della lezione è dedicata alla costruzione concreta del nuovo Stato. Vediamo il ritorno di una corte residente a Parma, il ruolo politico di Luisa Elisabetta di Francia, la progressiva ascesa di Guglielmo du Tillot, il funzionamento delle magistrature di Parma e Piacenza, la particolare posizione di Guastalla e i primi tentativi di coordinare territori che continuavano a conservare istituzioni proprie. Ricostruiamo inoltre la difficile situazione finanziaria del ducato, il peso dei dazi e del debito pubblico, il monopolio del sale, i problemi della riscossione, il progetto della strada verso la Liguria e la riforma finanziaria del 1756. Chiudiamo con l’economia, i rapporti con la Chiesa e la cultura di corte: la nascita dell’Accademia di Belle Arti, l’attività di Carlo Innocenzo Frugoni, l’arrivo dell’architetto Ennemond-Alexandre Petitot e la trasformazione della reggia di Colorno. Nel 1756 il Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla non è ancora il celebre laboratorio riformatore degli anni successivi, ma possiede ormai una dinastia stabile, una corte, una prima direzione finanziaria comune e le condizioni politiche dalle quali nascerà la stagione delle riforme borboniche.