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A SCUOLA È STATO BRAVISSIMO, A CASA ESPLODE: PERCHÉ?

Valeria Covelli- neuropsicologia

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A SCUOLA È STATO BRAVISSIMO, A CASA ESPLODE: PERCHÉ?

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Valeria Covelli- neuropsicologia
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Ti è mai capitato che l’insegnante ti dicesse: «Oggi è stato tranquillo tutta la mattina», e poi, appena tornati a casa, tuo figlio esplodesse per una richiesta apparentemente semplice? Urla, pianto, opposizione, rifiuto delle richieste… e allora può essere facile pensare: «Ma se a scuola riesce, perché a casa non lo fa?». In questo video parliamo di fatica cognitiva ed emotiva e di quello che può succedere alla fine di una giornata scolastica, soprattutto nei bambini e nei ragazzi con Sindrome di Down. Durante la mattina a scuola non vengono utilizzate soltanto le energie necessarie per imparare. Attenzione, memoria di lavoro, comprensione, controllo degli impulsi, flessibilità, autoregolazione e capacità di gestire le relazioni sociali vengono continuamente sollecitate. Il risultato che vediamo a scuola, però, non ci dice necessariamente QUANTO è costato al bambino arrivare a quel risultato. Per questo un bambino può essere stato tranquillo e collaborativo a scuola e arrivare a casa con risorse cognitive ed emotive molto ridotte. Capire questo meccanismo non significa giustificare qualsiasi comportamento. Significa provare a leggere ciò che accade in modo diverso e capire come distribuire meglio le richieste durante la giornata. Se vuoi una consulenza gratuita personalizzata, scrivi a info@covellineuropsicologia.it o visita il sito www.covellineuropsicologia.it