Campiglia Minsk 1995
Achille Tognetti
0:00 / 0:00
Campiglia Minsk 1995
41 просмотр · 5 дней назад
Achille Tognetti
144 подписчика
41 просмотр · 5 дней назад
PROGETTO AMICIZIA
VICENZA incontra MINSK
Campiglia incontra un gruppo di ragazzi di Minsk
Dal 18 agosto al 16 settembre 1995 sono stati ospitati nel basso vicentino precisamente a Campiglia, Noventa e Agugliaro alcune decine di ragazzi russi provenienti dalla città di Minsk dislocata a poco più di 340 chilometri da Cernobil e dalla sua centrale nucleare.
Venti di questi ragazzi sono stati ospiti della nostra comunità di Campiglia: è certo questa è stata una occasione importante per ricordare ad ognuno di noi che vi è nel mondo un universo di uomini che ha i più svariati motivi di sofferenza, tante volte immensamente più validi e gradi rispetto ai nostri.
Questi bambini, ragazzi, ragazze ci ricordano il mondo slavo che anche solo a pochi chilometri da noi deve misurarsi ogni giorno con una assurda guerra fratricida (come nell'ex-Jugoslavia), o con gli strascichi di un inquinamento gravissimo (come in tante zone dell'ex-URSS), o con contrasto assurdo fra una povertà endemica che non può nemmeno permettersi più di essere dignitosa, bombardata come è dai nostri mass media occidentali (come nel caso più eclatante dell'Albania).
Ed è più che bello, giusto che tutta la comunità si sia attivata per assicurare il successo a questa iniziativa.
Le tre comunità interessate si sono attivate, coordinate dalle parrocchie cui va il plauso dell’iniziativa di questa manifestazione di solidarietà.
Anche a Campiglia, Pro Loco, Gruppo Alpini, Biblioteca, Gruppo Sagra Pavarano, privati cittadini e tutti quanti hanno potuto, si sono dati d’attorno con offerte, aiuti e lavori vari. L'amministrazione comunale ha contribuito con un milione (la stessa cifra messa a disposizione dal comune di Noventa) e con l'offerta di finanziare un viaggio a Iesolo per i nostri giovani ospiti.
Stiamo inoltre riflettendo con la Parrocchia sulla opportunità di organizzare l'anno prossimo una iniziativa analoga.
Ricordiamo che gli anni novanta a Minsk hanno rappresentato un decennio di transizione drammatica, segnato dal crollo dell'Unione Sovietica, dalla nascita della Bielorussia indipendente e dal rapido consolidamento del potere di Aleksandr Lukašenko. La capitale bielorussa si è trasformata da fulcro industriale sovietico a laboratorio politico ed economico sospeso tra l'apertura all'Occidente e il ritorno al controllo statale. La storia di Minsk in questo decennio si articola attraverso dinamiche storiche, geopolitiche, economiche e sociali ben precise:
1. Il crollo dell'URSS e la nascita della Comunità degli Stati Indipendenti (1991). L'evento che ha aperto politicamente il decennio per la città è avvenuto a poca distanza dai suoi confini. L'8 dicembre 1991, i leader di Russia, Ucraina e Bielorussia hanno firmato l'Accordo di Belaveža, che ha sancito la fine formale dell'Unione Sovietica. Poco dopo, Minsk è stata scelta come sede amministrativa ufficiale della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), trasformandosi temporaneamente nel baricentro diplomatico dello spazio post-sovietico.
2. Il caos economico e l'iperinflazione come il resto dell'ex blocco sovietico, la Minsk dei primi anni novanta ha vissuto una profonda crisi: Carenza di beni: I mercati cittadini e i grandi magazzini di Stato (come il celebre GUM) si sono svuotati, sostituiti da mercati spontanei all'aperto. Iperinflazione: L'introduzione della nuova valuta nazionale (il rublo bielorusso, ironicamente chiamato zajčik per via della lepre raffigurata sulle banconote) ha eroso rapidamente i risparmi dei cittadini. Deindustrializzazione parziale: Le grandi fabbriche simbolo della città, come la MTZ (trattori) e la MAZ (camion), hanno rischiato il collasso a causa dell'interruzione delle catene di fornitura sovietiche.
3. Il 1994 e l'ascesa di Aleksandr Lukašenko. Nel 1994 a Minsk si sono tenute le prime (e uniche storicamente ritenute libere) elezioni presidenziali della Bielorussia indipendente. Aleksandr Lukašenko ha vinto le elezioni cavalcando il malcontento popolare, promettendo la lotta alla corruzione e il ripristino dell'ordine di stampo sovietico. Da quel momento, Minsk ha vissuto una progressiva inversione di rotta rispetto alle riforme di mercato dei paesi vicini: le privatizzazioni sono state bloccate e l'economia è tornata sotto il rigido controllo dello Stato.
4. Il referendum del 1995 e il ritorno ai simboli sovietici. Nel maggio di quest’anno, la capitale è stata il teatro politico di un referendum cruciale voluto da Lukašenko. A seguito del voto, la Bielorussia ha abbandonato la bandiera bianco-rosso-bianca e lo stemma storico (Pahonia), adottando versioni leggermente modificate dei vecchi simboli della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa. La lingua russa è stata elevata a lingua di Stato paritaria, avviando una progressiva marginalizzazione della lingua bielorussa nelle scuole e nelle istituzioni della capitale.