DIECI ANNI DOPO LA FRANA LA RABBIA DEGLI SFOLLATI: «VOGLIAMO TORNARE NELLE NOSTRE CASE»
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DIECI ANNI DOPO LA FRANA LA RABBIA DEGLI SFOLLATI: «VOGLIAMO TORNARE NELLE NOSTRE CASE»
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Stremati da un’attesa che dura ormai da quasi dieci anni e decisi a capire, una volta per tutte, quale sarà il futuro delle loro abitazioni. I cittadini di Castelnuovo di Campli si sono riuniti questa mattina a pochi passi dalla frana che da anni condiziona la vita di numerose famiglie, tornando a chiedere risposte certe sulla messa in sicurezza dell’area. Lo hanno fatto tramite certastampa accorsa sul posto per dare voce a chi non sempre ha voce.
A sostenere la mobilitazione è Vincenzo Di Meglio, presidente del Comitato cittadino “Castelnuovo nel cuore”, che insieme ai residenti ha rilanciato una domanda rimasta, secondo gli sfollati, troppo a lungo senza una risposta definitiva: che fine hanno fatto i fondi destinati agli interventi sulla frana e quando partiranno concretamente i lavori?
L’appello è rivolto in particolare al commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli e al sindaco Federico Agostinelli. I cittadini chiedono di conoscere lo stato delle risorse stanziate, l'iter degli interventi e soprattutto un cronoprogramma che permetta di capire quando potrà finalmente chiudersi una vicenda cominciata quasi dieci anni fa. Sono una decina le abitazioni ancora sgomberate e che, a distanza di anni, restano interdette. Dietro quelle porte chiuse ci sono famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie case e che oggi chiedono di poter rientrare.
«Siamo stremati e distrutti da questa attesa. Dopo quasi dieci anni vogliamo sapere quando sarà messa in sicurezza la frana e quando potremo tornare nelle nostre abitazioni», è il senso della protesta dei residenti.
Dal Comitato arriva anche la richiesta di convocare un Consiglio comunale straordinario interamente dedicato alla frana di Castelnuovo, affinché amministratori e cittadini possano fare pubblicamente il punto sulla situazione. Parallelamente viene sollecitato l'intervento della Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, presieduta da Sandro Mariani, perché venga fatta chiarezza sull'intero percorso amministrativo e finanziario.
Ma nella protesta silenziosa di questa mattina è emersa anche un'altra vicenda. Alcuni cittadini chiedono chiarimenti sui quadri e sugli oggetti di valore che si trovavano nella chiesetta di San Giovanni Battista, portati via anni fa dopo l'emergenza. I residenti vogliono sapere dove siano stati custoditi e chiedono che quei beni possano tornare nella loro comunità.
A quasi dieci anni dall'inizio dell'emergenza, dunque, Castelnuovo torna a far sentire la propria voce. Questa volta la richiesta è quella di arrivare a risposte precise: sapere dove siano i fondi, conoscere tempi e modalità della messa in sicurezza e, soprattutto, restituire alle famiglie la possibilità di rientrare nelle case lasciate ormai da troppo tempo.