ACQUEDOTTI DI ROMA: AQUA VIRGO E IL REBUS DELLA SECONDA CHIOCCIOLA
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ACQUEDOTTI DI ROMA: AQUA VIRGO E IL REBUS DELLA SECONDA CHIOCCIOLA
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Una scala a chiocciola dell'acquedotto romano dell'Aqua Virgo è completamente nascosta sotto Villa Borghese e sotto il trafficato viale del Muro Torto, molto simile all'apparenza al celebre pozzo di San Patrizio di Orvieto.
L'Aqua Virgo è uno dei più interessanti acquedotti romani arrivati fino a noi. La sua costruzione fu completata nel 19 a.C. dal genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa, e le parti asciutte di questo manufatto, con le sue regolari murature romane, possono essere visitate, per esempio, nei sotterranei della Rinascente. Ma la porzione più importante dell'Aqua Virgo fu restaurata nel XVI secolo dall'architetto Giacomo della Porta, e tuttora scorre esattamente nel centro della città dove alimenta molte tra le più belle fontane di Roma. Mentre le parti dell'acquedotto cadute in disuso mostrano chiare testimonianze dell'antica muratura, con magnifici archi e antichi mattoni, la parte che ancora scorre lo fa all'interno di murature ricostruite, evidentemente non d'epoca romana. Gli archeologi e i tecnici addetti alla manutenzione entrano dalla scala a chiocciola presso la dimora rinascimentale di Villa Medici, vicino alla sommità della scalinata di Trinità dei Monti, e scendono per 25 metri fino al livello di piazza di Spagna dove, se indossano stivaloni da pescatore, possono immettersi nel flusso gelato dell'acqua di sorgente. La prima scala chiocciola all'interno dell'acquedotto dell'Aqua Virgo, entrata principale a Villa Medici
È comunque la seconda scala a chiocciola ad attrarre la maggiore attenzione, perché non è ben documentata, perché è particolarmente bella e per via del fatto che è accessibile solo dalle viscere dell'acquedotto stesso.
Recentemente, lo speleologo Marco Placidi ha fatto un'affermazione sorprendente: ritiene di avere identificato l'ingresso in superficie della seconda scala a chiocciola:
"Alla curva del muro torto c’era un antico cimitero, conosciuto come ‘Il cimitero degli impenitenti’ - racconta Placidi - Vicino a questo cimitero, c’era una seconda chiocciola simile alla famosa ‘chiocciola del Pincio’, ma assolutamente sconosciuta".
"Non si può più scendere dall’ingresso originale - continua lo speleologo - perché ora ci passa la strada. E’ stato fatto un ingresso moderno per scendere dentro l’acquedotto, ma si trova spostato di circa 30 metri all’interno di villa Borghese. Ora al posto dell’accesso originale, c’è soltanto un’aiuola."
"Per individuare con certezza il punto esatto dove la chiocciola usciva in superficie - conclude Placidi - siamo entrati nell’acquedotto e abbiamo posizionato un Arva. Si tratta di un trasmettitore ad onde verticali e lo usano i sciatori che fanno i fuori pista, per essere ritrovati nel caso vengono sommersi da una valanga. E’ uno strumento straordinario.”
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