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Tumore del polmone EGFR-mutato precoce, quanto è importante terminare la terapia target adiuvante?

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Tumore del polmone EGFR-mutato precoce, quanto è importante terminare la terapia target adiuvante?

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Si è conclusa da poco a Seoul, in Corea del Sud, la Conferenza mondiale sul tumore del polmone (WCLC). Tra le notizie importanti arrivate dal congresso ci sono i nuovi risultati dello studio di fase 3 ADAURA, con un follow-up di ben 8 anni, che confermano il beneficio a lungo termine del trattamento adiuvante con l’inibitore tirosin-chinasico di terza generazione (TKI) osimertinib nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazioni di EGFR, resecato. I dati mostrano che nella popolazione complessiva dello studio il 79% dei pazienti trattati per 3 anni con osimertinib era ancora in vita a 8 anni, contro il 64% nel gruppo trattato con un placebo. Ne parliamo in questa intervista con il Professor Federico Cappuzzo, Direttore dell'UOC Oncologia Medica 2 dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, analizzando anche come è cambiato il paradigma terapeutico del tumore del polmone in stadio precoce con l'arrivo delle terapie a bersaglio molecolare, quale ruolo hanno oggi osimertinib adiuvante e la chemioterapia adiuvante nel percorso di cura di questi pazienti, e quanto è importante che siano gestiti da un team multidisciplinare.