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Coglians 2780 m per Weg der 26er 2024

Vittoria Lucifera Malignani

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Coglians 2780 m per Weg der 26er 2024

335 просмотров · 2 года назад
Vittoria Lucifera Malignani
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Relazione monte Coglians 2780 Da tutti i friulani è conosciuto come il "tetto" della nostra amata "Patrie dal Friûl". Con i suoi 2780 metri sovrasta tutte le cime che circondano i nostri confini nordici e svetta come una sentinella sulla pianura udinese, mostrandosi quasi solitario dal colle del castello. La nostra gita ha avuto inizio alle ore 9:00 partendo dal rifugio Tolazzi, raggiungibile seguendo le indicazioni "rifugi" da Forni Avoltri ed attraversando gli splendidi borghi di Sigilletto e Collina. Dopo aver lasciato l'auto nel comodo parcheggio del rifugio abbiamo imboccato la forestale che conduce al Lago di Volaia, seguendo le indicazioni per il Rifugio italiano Lambertenghi Romanin (chiuso). In un'ora di camminata a passo spedito abbiamo raggiunto lo splendido specchio d'acqua del Volaia, che rifletteva placidamente il Capolago ed il rifugio austriaco sull'altra sponda. Mantenendoci sulla DX siamo scesi per il sentiero incastonato tra la bastionata del Coglians ed il Lago. In breve abbiamo raggiunto una conca glaciale che ci presentava la mole del Coglians in tutta la sua grandezza! Si risale per ripido sentiero sino ad un bivio che offre una splendida visuale sulla valle austriaca al di là del passo Monte Croce Carnico. Noi abbiamo seguito le indicazioni austriache tenendo la DX per "Hohe Warte" superando un masso assai umido e franoso che ci ha portato ai piedi del ghiaione che conduce alla ferrata (circa 2 ore dal Tolazzi). Sul ghiaione è presente un bivio che propone un'altra ferrata a SX che si ricongiunge più in alto con la Weg der 26er, ma noi abbiamo proseguito sempre a DX arrivando all'attacco della ferrata segnata con bolli blu. La salita si fa subito verticale ed intensa. Non molla mai e la difficoltà (personalmente) sta nel fatto che si arriva all'attacco già un po' stanchi dal lungo avvicinamento. Tecnicamente è molto intuitiva e laddove possono mancare dei punti d'appoggio strategici ci si può aiutare tirandosi su di braccia anche grazie al cavo. In breve si raggiunge una liscia placca inclinata con degli scalini artificialmente intagliati nella roccia e si arriva alla prima bastionata. Si supera un'altro trasverso, verso DX, ed in breve, dopo qualche piccola salita ci si ritrova davanti ad una cassettina con il nome della ferrata che dovrebbe contenere un libretto, ma era vuota. Poco oltre ci si ricongiunge anche con la ferrata che si poteva prendere tenendo la SX al bivio sul ghiaione e la via si fa molto più semplice: risale a gradoni alternando tratti verticali, sempre ben attrezzati, a scalini naturali di roccia (fate attenzione però, il ghiaino che li ricopre può essere infido) sino all'adrenalinica cresta che in breve porta in vetta. Poco prima della cresta abbiamo trovato un fittone sfilato, nulla di grave, non è in un punto critico. La cima del Coglians l'abbiamo raggiunta dopo 3.40 ore dal rifugio (escluse le soste che tra una cosa e l'altra sommate assieme saranno state in totale di 20 min). Il rientro si fa obbligatoriamente scendendo per un brutto ghiaione molto ripido. C'è di buono che è tutto molto ben segnalato, noi abbiamo avuto la sfortuna di percorrerlo dentro una fitta nebbia. Appena si raggiungono i prati si può scendere o per il Sentiero Attrezzato Spinotti (che riporta sulla forestale del Lago di Volaia) oppure si percorre la cresta panoramica verso il Rifugio Marinelli per ridiscendere sulla forestale che attraversa verdi prati ed offre una panoramica visione sulle Dolomiti Ampezzane (si vedeva la Rozes). In totale ci abbiamo messo 6.20 ore con le soste saranno state circa 7 ore. Bella escursione, impegnativa fisicamente e da non sottovalutare in caso di mal tempo! Buone escursioni.