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Alberi della memoria-011. TOSCANA. Valdorcia, maggiolata 1989

AssociazioneTaranta

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Alberi della memoria-011. TOSCANA. Valdorcia, maggiolata 1989

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E IL MAGGIO ODOROSO COMUNQUE GIUNGE Un calendimaggio soffocato dalla pandemia, ma vivo nei nostri cuori. Chi ama e conosce le tradizioni popolari sa che la sera e la notte del 30 aprile si svolgono in tante parti del nostro Paese i rituali di augurio e di propiziazione della nuova stagione. Il mese di maggio è il mese più benvoluto perché sancisce definitivamente il ritorno ciclico alla rinascita della natura, alla stagione dei frutti, è il passaggio dalla morte alla vita. Mai come quest’anno la rappresentazione simbolica e ritualizzata è così aderente alla realtà oggettiva e a maggior ragione, dinnanzi all’impedimento di espletare le cerimonie collettive, questo maggio 2020 palpita nei cuori della gente. L’offerta girovaga di canti augurali, l’arboscello, la policromia dei costumi e dei fiori e la questua, con l’offerta di cibo e denaro da condividere dona alle maggiolate un antico senso del sacro, e le comunità che hanno conservato il cerimoniale godono di un profondo senso di identità sociale. Con questi canti della Val d’Orcia nella Toscana senese una elaborata e gradevole polifonia si spargeva per le colline, le case e le campagne, in una visione di immensa e appagante bellezza. [© gmg] #tradizionipopolari, #maggiolata, #musicapopolare, #cantopopolare, #pinogala