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Il Diario Di Bordo Falso Della Gloria | Un Mistero Di Sherlock Holmes

Fascicolo del Cazo

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Il Diario Di Bordo Falso Della Gloria | Un Mistero Di Sherlock Holmes

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Fascicolo del Cazo
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Il caso comincia a Baker Street, dove Graham Pritchard, un vecchio marinaio in pensione, mostra a Sherlock Holmes il diario di bordo della Gloria. Una pagina attribuisce al defunto capitano uno scalo che Graham giudica impossibile. Non è una semplice incongruenza: durante quel viaggio scomparve un carico e svanì anche un passeggero clandestino, mai registrato fra gli uomini di bordo. Graham teme che il diario abbia lasciato sul capitano un sospetto che nessuno ha saputo chiarire. Holmes esamina la grafia, le cancellature e la carta, poi parte con Dr. John Watson per il porto. Al molo, Holmes ricostruisce gli ultimi giorni della Gloria e interroga i marinai superstiti. I loro ricordi concordano sui dettagli più innocui, ma divergono sulla notte dello scalo: uno sostiene che il capitano avesse dato un ordine, un altro giura che la nave non lasciò mai l’ormeggio. Holmes osserva gli argani e le cime usate per movimentare il carico, quindi nota segni recenti su un anello di ferro del molo. La Gloria potrebbe aver trasferito casse a una piccola imbarcazione senza entrare nel porto indicato dal diario. Resta da capire chi avesse organizzato il passaggio e perché la pagina attribuisse tutto al capitano. Eliza Morton, archivista del porto, consulta i registri di approdo e le vecchie liste di carico. Nessuna registrazione conferma lo scalo; gli orari della marea, inoltre, avrebbero reso impossibile l’accesso della Gloria alla rada annotata. Le liste mostrano però che una parte del carico risultava sbarcata proprio in quel punto. Holmes confronta i registri con il diario e scopre che l’inchiostro della falsa annotazione è più recente. Sul foglio, sotto le righe alterate, restano le impronte di una scrittura precedente. Le testimonianze rivelano poi che il clandestino era stato visto vicino alla stiva poco prima della scomparsa del carico, ma nessuno sa dire quando o da chi fosse stato condotto a bordo. Holmes torna alla nave e controlla un compartimento di carico che gli uomini avevano descritto in modo contraddittorio. Dietro una parete mobile trova tracce del trasbordo e gli effetti personali del passeggero, nascosti perché nessuno potesse ricostruire i suoi ultimi movimenti. La falsa pagina aveva trasformato il furto in uno sbarco regolare e fatto sembrare che il clandestino avesse lasciato la nave durante quello scalo. Riuniti i superstiti, Holmes dimostra che un marinaio con accesso al diario aveva copiato la mano del capitano e trasferito le casse a terra durante una sosta non dichiarata. Il clandestino aveva assistito al furto ed era stato rinchiuso nel compartimento; i segni sulla parete e gli oggetti ritrovati rivelano che non ne era uscito vivo. Messo di fronte alle prove, il marinaio confessa. Graham può infine riconoscere che il diario non raccontava una svista del capitano, ma il tentativo di cancellare un crimine. Watson chiude il racconto con la riflessione di Holmes: una menzogna può alterare un registro, ma lascia segni che resistono alla carta e all’inchiostro. La Gloria richiama anche un altro caso del canone: nell’originale di Conan Doyle era una nave penale diretta in Australia e Holmes raccontava quel viaggio come la sua prima indagine, risalente agli anni universitari. Secondo l’Arthur Conan Doyle Encyclopedia, il racconto apparve su The Strand Magazine nell’aprile 1893 e fu poi raccolto in The Memoirs of Sherlock Holmes.