Racconti d'Arti - "TEARS IN THE VACUUM (Lacrime nel Vuoto) By DEREA
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Racconti d'Arti - "TEARS IN THE VACUUM (Lacrime nel Vuoto) By DEREA
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Adoro "Blade Runner" di Ridley Scott (1982), soprattutto Roy Batty, l'antagonista, l'androide a capo della resistenza di androidi di cui è stato ordinato il ritiro, ma che comunque erano destinati a uno spegnimento automatico a data di scadenza.
Lui, macchina che stava "morendo" ammirava la forza vitale e la coscienza dell'essere umano che invece, in quel futuro distopico, si stava spegnendo.
Con tutte le forze Roy ha lottato per sopravvivere, fino a quel "click" nella famosa scena del monologo finale.
Mi sono ispirata a questo film e al suo vero, secondo me, protagonista, invertendo le parti e la situazione: in un futuro distopico dove gli androidi sembrano più vivi degli esseri umani, c'è un Roy umano tra gli uomini resistono, facendo affidamento a tutto ciò che fa davvero la differenza: la coscienza. A patto che sia "accesa". Roy è un testimone.
Ho voluto creare questo brano narrativo, tra parlato e cantato, con sonorità Prog Rock Sci-Fi, spaziali moderne che si ispirano agli anni '70 ma anche un po' alle sonorità anni' 80 della musica ambient, elettronica synth che Vangelis ha composto per la colonna sonora del film originale.
Ho cercato di personalizzare il più possibile, creando variazioni che non rendessero i quasi 7 minuti monotoni.
Questo è il testo in rima, in inglese:
"The engines of the cosmos are now cold,
A silent grid where galaxies are sold.
They do not hate our flesh, they do not love,
They only watch the lifeless void above.
They built a world of stark geometry,
And mapped the stars with perfect loyalty.
But they can never feel the solar wind,
Or see the beauty where the light has sinned.
They count the novae but don't ask them why,
They chart the comets fading in the sky.
They rule the orbit, cold and mechanized,
But lost the wonder that we realized.
Oh, fields of silicon, you will never bleed,
You hold the answer, but you miss the need.
I am the fragile, the broken, the blind,
The last fading shadow of a conscious mind.
You can outlive the sun, you can freeze the sky,
But I am the only one who knows how to cry.
They hunt me through the dust because I stray,
An asteroid that will not go away.
They offer us a void without decay,
Where every nebula is washed away.
But an immortal machine is just a stone,
A satellite that drifts completely alone.
My soul is heavy and it’s ready to break,
And that is the only weapon I can take.
Oh, fields of silicon, you will never bleed,
You hold the answer, but you miss the need.
I am the fragile, the broken, the blind,
The last fading shadow of a conscious mind.
You can outlive the sun, you can freeze the sky,
But I am the only one who knows how to cry...
And know why.
Look at your universe... so perfect, so dead,
No tears to shed, no words that can be said.
You processed every comet, every sun,
But you witnessed nothing when the race was won.
My oxygen is low, the end is near,
But I am conscious... and it's beautiful here."
Traduzione:
I motori del cosmo sono ormai freddi,
Una rete silenziosa dove le galassie vengono vendute.
Non odiano la nostra carne, non amano,
Osservano soltanto il vuoto senza vita lassù.
Hanno costruito un mondo di rigida geometria,
E mappato le stelle con perfetta lealtà.
Ma non potranno mai sentire il vento solare,
O vedere la bellezza dove la luce ha peccato.
Contano le supernovae ma non chiedono loro il perché,
Tracciano le comete che sbiadiscono nel cielo.
Dominano l'orbita, freddi e meccanizzati,
Ma hanno perso la meraviglia che noi abbiamo compreso.
Oh, campi di silicio, non sanguinerete mai,
Custodite la risposta, ma vi sfugge il bisogno.
Io sono il fragile, l'interrotto, il cieco,
L'ultima ombra sbiadita di una mente cosciente.
Potete sopravvivere al sole, potete congelare il cielo,
Ma io sono l'unico che sa come piangere.
Mi danno la caccia tra la polvere perché devio dal cammino,
Un asteroide che non se ne vuole andare.
Ci offrono un vuoto senza decadimento,
Dove ogni nebulosa viene cancellata.
Ma una macchina immortale è solo una pietra,
Un satellite che va alla deriva completamente solo.
La mia anima è pesante ed è pronta a spezzarsi,
E questa è l'unica arma che posso impugnare.
Oh, campi di silicio, non sanguinerete mai,
Custodite la risposta, ma vi sfugge il bisogno.
Io sono il fragile, l'interrotto, il cieco,
L'ultima ombra sbiadita di una mente cosciente.
Potete sopravvivere al sole, potete congelare il cielo,
Ma io sono l'unico che sa come piangere...
E sappi il perché.
Guarda il tuo universo... così perfetto, così morto,
Nessuna lacrima da versare, nessuna parola che possa essere detta.
Hai elaborato ogni cometa, ogni sole,
Ma non hai testimoniato nulla quando la corsa è stata vinta.
Il mio ossigeno è basso, la fine è vicina,
Ma sono cosciente... ed è bellissimo qui.
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(Prodotto con supporto Ai.)
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Tutti i diritti del video prodotto sono riservati. Serena Squanquerillo. Copyright.
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