La Straordinaria Ingegneria della Nave Bombarda
L'Età della Vela
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La Straordinaria Ingegneria della Nave Bombarda
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In questo video ricostruiamo la storia della bombarda a mortai, nata per superare le fortificazioni costiere che i cannoni navali non riuscivano a colpire. Nel 1682, al largo di Algeri, cinque imbarcazioni francesi aprono il fuoco oltre le mura: i loro mortai lanciano proiettili esplosivi ad arco e devastano il porto. Seguiamo l’ingegnere basco Bernard Renaud d’Elichagaray, che affronta il problema del rinculo e dell’instabilità progettando uno scafo corto e largo, rinforzato da travi, ordinate e supporti collegati alla chiglia. I mortai fissi impongono di orientare l’intera nave con ancore e cavi; l’albero di prua viene eliminato per liberare il ponte, mentre un tender trasporta polvere e munizioni. La nave è robusta ma lenta, difficile da manovrare e pericolosa da usare. Dopo nuove azioni contro Algeri e Genova, altre marine ne copiano il progetto; gli inglesi introducono piattaforme girevoli e impiegano queste unità per bombardare porti europei e nordafricani. Arriviamo poi al 1814 e a Fort McHenry, a Baltimora: durante l’attacco britannico, Francis Scott Key osserva i bombardamenti e, vedendo ancora la bandiera americana all’alba, scrive il testo che diventerà l’inno degli Stati Uniti. Le «bombe» ricordate nei versi sono veri proiettili da mortaio. Infine seguiamo la seconda vita esplorativa di HMS Terror e HMS Erebus. I loro scafi rinforzati resistono ai ghiacci nelle spedizioni nelle regioni dell’Artico e dell’Antartide; nel 1845, con la spedizione di John Franklin, le navi scompaiono vicino all’Isola di Re Guglielmo. Ritrovate nel 2014 e nel 2016, mostrano quanto la struttura ideata per assorbire il rinculo abbia continuato a proteggere lo scafo ben oltre il suo impiego bellico. Secondo il Naval History and Heritage Command della Marina statunitense (History), HMS Terror era tra le navi britanniche ancorate davanti a Fort McHenry nel settembre 1814. Nel 1836, durante la spedizione artica di George Back, subì gravi danni nel Frozen Strait. Prima della spedizione di Franklin le furono installati un motore a vapore e un’elica, ricorda il Royal Museums Greenwich (Rmg). Il National Museum of American History (Si) ricorda che il poema di Key fu pubblicato inizialmente come “The Defence of Fort McHenry”, con l’indicazione di cantarlo sulla melodia “Anacreon in Heaven”, una canzone britannica già popolare negli Stati Uniti. Il Congresso riconobbe “The Star-Spangled Banner” come inno nazionale ufficiale nel 1931.