L’ATTACCO ALLA GRECIA (28 ottobre 1940) dalle memorie di Francesco Jacomoni luogotenente d'Albania
Giovanni Cecini
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L’ATTACCO ALLA GRECIA (28 ottobre 1940) dalle memorie di Francesco Jacomoni luogotenente d'Albania
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Commento del capitoli XV - XVII - XVIII del volume LA POLITICA DELL'ITALIA IN ALBANIA nelle testimonianze del Luogotenente del Re
Dal risvolto di copertina CAPPELLI EDITORE
Le alterne vicende della politica dell'Italia in Albania sono poco o male conosciute. A distanza di decenni dagli avvenimenti, esse sono qui tratteggiate in una visione unitaria, come un'esperienza conclusa. Clima ed ambiente in cui si svolsero gli eventi, di cui l'Autore fu uno dei protagonisti, sono dipinti al vivo ma scrupolosamente. Nelle pagine del volume si susseguono veloci e quanto mai interessanti, in tutta la loro veridicità, drammi di popoli e di uomini, e prendono luce e contorni fatti ed episodi, rimasti fino ad oggi in ombra. Si intravedono gli sfondi remoti dei tradizionali rapporti con l'Albania di Roma precristiana dapprima, e poi ancora di Roma papale, di Napoli e di Venezia per la difesa nei Balcani di una cristianità impersonata dall'eroe albanese Giorgio Castriota Skanderbeg. Riecheggiano le voci e le aspirazioni del nostro Risorgimento per una collaborazione tra i popoli; riecheggia la politica
adriatica di Antonino di San Giuliano, nella formula: «indispensabile per l'Italia l'esistenza sulla sponda orientale del canale d'Otranto di uno Stato albanese indipendente, prospero e amico» e nel riconoscimento internazionale ad essa dato dalla Conferenza degli Ambasciatori, a Londra, nel 1921. Su questi sfondi e tra questi echi lontani, rapidamente rievocati dall'Autore, si stagliano le figure di Mussolini e di Ciano, con i loro interiori contrasti, palesi soprattutto in occasione della infelice campagna di Grecia. Di fronte ad essi sta la personalità di Zog, per le sue notevoli capacità divenuto Re degli albanesi, mantenuto a lungo sul trono dall'amicizia di Mussolini e sparito poi dalla scena politica in conseguenza, sia pure indiretta, dell'annessione dell'Austria alla Germania. Accanto a queste maggiori personalità si profilano i ritratti di alcuni patrioti albanesi e di alcuni uomini politici italiani. Di scorcio appaiono anche le figure di Re Vittorio Emanuele III, di Hitler, Ribbentrop, di Austin e Neville Chamberlain e di altri personaggi del mondo politico internazionale. Completa il volume una appendice di alcuni documenti diplomatici di eccezionale interesse storico.
From the CAPPELLI EDITORE dust jacket
The fluctuating course of Italy’s policy in Albania is little known or poorly understood. Decades after the events took place, they are outlined here within a unified perspective, as a completed chapter of history. The atmosphere and setting in which these events unfolded—events in which the author himself played a leading role—are depicted vividly yet scrupulously. The book’s pages unfold rapidly, presenting—with compelling authenticity—the dramas of nations and individuals, while shedding light on facts and episodes that had previously remained in the shadows. One glimpses the distant backdrop of traditional ties with Albania: first with pre-Christian Rome, and later with Papal Rome, Naples, and Venice, all united in defending a Christianity embodied by the Albanian hero George Castriot Skanderbeg. The voices and aspirations of the Risorgimento regarding cooperation between peoples echo here, as does the Adriatic policy of Antonino di San Giuliano—encapsulated in the principle that "the existence of an independent, prosperous, and friendly Albanian state on the eastern shore of the Strait of Otranto is indispensable for Italy"—and the international recognition of this stance by the 1921 Conference of Ambassadors in London. Against this backdrop and amidst these distant echoes—swiftly evoked by the author—stand the figures of Mussolini and Ciano, revealing inner conflicts that became particularly apparent during the disastrous Greek campaign. Contrasting with them is the figure of Zog: a man whose remarkable abilities led him to become King of the Albanians, who was long sustained on the throne by Mussolini’s friendship, and who ultimately vanished from the political stage as a result—albeit an indirect one—of Germany’s annexation of Austria. Alongside these major figures, the book sketches portraits of various Albanian patriots and Italian politicians. Also appearing in the background are figures such as King Victor Emmanuel III, Hitler, Ribbentrop, Austin and Neville Chamberlain, and other international political figures. The volume concludes with an appendix containing diplomatic documents of exceptional historical interest.
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