Quanti km riesci a fare oggi con 1.000 euro di diesel? Mazda CX-60 Long test (1.200 km)
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Quanti km riesci a fare oggi con 1.000 euro di diesel? Mazda CX-60 Long test (1.200 km)
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Ha ancora senso scegliere un’auto diesel oggi? Per rispondere a questa domanda, abbiamo messo alla prova la Mazda CX-60 e-Skyactiv D con un test drive di oltre 1.000 km. Sotto il cofano batte un 3.3 litri a 6 cilindri in linea da 249 CV e 550 Nm di coppia: un motore che sfida la tendenza del downsizing puntando sul concetto di rightsizing. Attraverso una cubatura generosa, l'estensione della combustione magra (lean burn), una particolare camera di combustione a forma di uovo nei pistoni e il supporto del sistema M Hybrid Boost a 48V, Mazda dimostra che un propulsore di grande cilindrata può garantire un’efficienza straordinaria nell'utilizzo reale.
Sviluppata su una piattaforma a motore longitudinale e trazione posteriore (con sistema integrale i-Activ AWD su richiesta), la CX-60 adotta un cambio automatico a 8 rapporti con frizione multidisco e sospensioni raffinate a doppi quadrilateri all'anteriore. Il nostro itinerario ci ha portato dalle code autostradali iniziale ai tornanti del Passo Pennes, un percorso alpino intriso di storia, voluto da Massimiliano I d’Asburgo e ammodernato negli anni '30, fino ai tratti a velocità libera delle autobahn tedesche, dove la vettura ha sfoggiato un comfort da grande passista anche a 200 km/h.
Tappa centrale del viaggio è stata Augsburg, in Germania, la città dove nel 1897 Rudolf Diesel creò il primo motore ad accensione per compressione negli stabilimenti MAN, raggiungendo un rendimento record per l'epoca del 26,2%. Un luogo simbolo che lega la storia del celebre inventore al Giappone: ad Augsburg sorgono infatti sia il più grande Museo Mazda d'Europa, sia il parco memoriale dedicato a Diesel donato dal fondatore della Yanmar.
Il test ripercorre anche la tradizione tecnica della casa di Hiroshima, tra cui la tecnologia Comprex a onde di pressione introdotta sulla Mazda 626 a fine anni '80 e guarda al futuro della mobilità grazie alla piena compatibilità del propulsore con l'HVO100, il biocarburante rinnovabile da oli esausti in grado di abbattere drasticamente le emissioni di CO2 (in perfetta continuità con i primi test di Rudolf Diesel sugli oli vegetali). Con una tappa finale al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino tra i primi motori diesel italiani dell'ingegner Cappa, questa prova sul campo dimostra che, con l'ingegneria giusta e i carburanti di nuova generazione, il diesel resta la soluzione più razionale e vincente per le lunghe percorrenze.
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