PUTIN, ORCHE E ORSI POLARI: LA RUSSIA E LE ARMI NUCLEARI
Avv Francesco Catania - Geopolitica
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PUTIN, ORCHE E ORSI POLARI: LA RUSSIA E LE ARMI NUCLEARI
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Putin ha trovato una nuova e sorprendente metafora per spiegare la guerra: al Polo Nord, secondo il presidente russo, le orche mangerebbero gli orsi polari “come pesciolini”.
C’è però un piccolo problema: non risultano casi scientificamente documentati di orche che abbiano ucciso e divorato orsi polari. Più che una lezione di biologia marina, quindi, sembra una rappresentazione particolarmente brutale dei rapporti internazionali: il più forte divora il più debole e questa sarebbe semplicemente la legge della natura.
Ma mentre Putin parla di orche e orsi, molti giovani russi sembrano preoccuparsi di un predatore molto più concreto: una possibile nuova mobilitazione militare.
Dmitrij Medvedev ha nuovamente negato che il Cremlino stia preparando una nuova chiamata alle armi. Secondo la versione ufficiale, la Russia disporrebbe di un numero sufficiente di volontari e militari sotto contratto. Le rassicurazioni, tuttavia, non sembrano convincere tutti.
Le notizie sull’aumento dei passaggi alla frontiera con la Georgia hanno alimentato il timore di una nuova fuga simile a quella verificatasi dopo la mobilitazione parziale del settembre 2022. Alcune fonti hanno parlato di oltre 100.000 attraversamenti in una settimana. Attenzione, però: il numero degli attraversamenti non equivale automaticamente a quello dei russi emigrati o “rifugiati” in Georgia, e le autorità georgiane hanno contestato le ricostruzioni più allarmistiche.
Perché allora la paura rimane così forte?
Nel video analizziamo gli indizi che alimentano le indiscrezioni: la necessità russa di sostituire le perdite, le difficoltà del reclutamento volontario, le elezioni della Duma previste a settembre e il timore che una decisione impopolare possa essere rinviata fino alla chiusura delle urne.
Infine torna in scena Aleksej Žuravlëv, primo vicepresidente della Commissione Difesa della Duma — non il presidente — che si è dichiarato favorevole, qualora fosse ritenuto necessario, all’impiego di armi nucleari tattiche contro l’Ucraina.
Una minaccia gravissima, ma non una decisione del Cremlino né la prova dell’imminenza di un attacco.
Il presidente finlandese Alexander Stubb sostiene invece che la Cina abbia posto a Mosca una linea rossa molto chiara. Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi gli avrebbe assicurato che Pechino non accetterebbe l’impiego russo di armi nucleari. È una garanzia sufficiente oppure la retorica atomica rimane uno strumento di pressione e intimidazione?
Tra improbabili documentari sugli animali, smentite ufficiali, frontiere affollate e parlamentari con una preoccupante passione per l’apocalisse, cerchiamo di distinguere i fatti verificabili dalla propaganda e dalla guerra psicologica.
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Fonti
Ukrainska Pravda – Le dichiarazioni di Putin sulle orche e gli orsi polari
The Kyiv Independent – L’analogia utilizzata da Putin
Meduza – Medvedev smentisce una nuova mobilitazione
Al Jazeera – Timori e indiscrezioni sulla mobilitazione russa
TVP World – La Georgia contesta le notizie sull’esodo di massa
UNN – Žuravlëv propone l’impiego di armi nucleari tattiche
United24 Media – Le dichiarazioni nucleari di Žuravlëv
NV – Stubb riferisce la posizione comunicatagli dalla Cina
House of Commons Library – Dottrina e arsenale nucleare russo
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