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Il cognome più famoso del mondo nasce da una bugia: chi era Guccio Gucci

Elena Rossini e Andrea Conti

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Il cognome più famoso del mondo nasce da una bugia: chi era Guccio Gucci

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Elena Rossini e Andrea Conti
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Guccio Giovanbattista Giacinto Dario Maria Gucci attraversò settantuno anni di vita senza lasciare una sola lettera scritta di suo pugno. Nessun diario, nessuna autobiografia, nessuna pagina di memorie. Di uno dei cognomi più riconoscibili del pianeta sappiamo meno di quanto sappiamo di molti artigiani anonimi della stessa epoca, e persino la data della sua nascita sopravvive in due versioni che non coincidono. In questo documentario ricostruiamo la sua vicenda dall'infanzia toscana fino alla lettura del testamento, seguendo il filo che tiene insieme l'intera storia: la distanza tra ciò che i Gucci furono realmente e ciò che di loro si è raccontato per oltre un secolo. La documentazione corrente colloca la nascita a Firenze nel marzo del milleottocentottantuno; l'archivio della maison indica una data e un luogo diversi. Le due versioni non sono conciliabili, e le presentiamo entrambe senza scegliere un vincitore. Il racconto attraversa il fallimento della fabbrica di cappelli di paglia che avrebbe dovuto garantirgli un futuro, la partenza per Londra a diciassette anni e gli anni trascorsi in un grande albergo della capitale britannica, dove trasportava i bauli degli ospiti e imparava a leggere la ricchezza altrui attraverso il cuoio e le cuciture. Sul suo effettivo incarico i libri e gli archivi non coincidono, e anche questo contrasto viene ricostruito. Seguono il ritorno in Toscana, il matrimonio con Aida Calvelli e il riconoscimento del figlio che lei aveva avuto prima delle nozze, la Grande Guerra e il vuoto documentale che copre più di un decennio della sua biografia. Poi l'apertura della bottega di via della Vigna Nuova nel millenovecentoventuno, voluta più dalla moglie che da lui, il fallimento degli anni venti, l'ombra lunga del figliastro Ugo e la penuria di cuoio del secondo conflitto mondiale, dalla quale nacque il manico di canna piegato a mano sulla fiamma. L'ultima parte è dedicata al testamento e alle sue conseguenze: la divisione dell'impresa tra i figli maschi, l'esclusione della vedova e della figlia, la causa che i fratelli intentarono contro la sorella e la struttura di potere che ne derivò, destinata a consumare la famiglia nel giro di due generazioni. Il documentario è scritto e realizzato da Elena Rossini e Andrea Conti per il canale Verità Sepolte. La nostra valutazione resta volutamente misurata. Guccio Gucci non fu l'artigiano prodigioso della narrazione ufficiale: la pelletteria la imparò da adulto, partendo dal banco di lavoro. Fu piuttosto un osservatore metodico e un organizzatore di uomini, capace di capire prima di molti altri che chi compra un oggetto costoso non compra il materiale, ma la posizione che quel materiale dichiara. Costruì attorno alla famiglia un passato che non le apparteneva, e quella costruzione funzionò; allo stesso tempo la qualità del suo lavoro non fu mai messa in discussione. Non lo assolviamo e non lo condanniamo. Quale versione della sua origine vi convince di più, quella dei libri o quella degli archivi? Scrivetecelo nei commenti. FONTI UFFICIALI E DI RIFERIMENTO Fonte 1: archivio storico della maison Gucci e museo Gucci Garden di Firenze, per la nascita del fondatore, la condizione della famiglia, l'incarico svolto a Londra e la lavorazione del bambù. Fonte 2: Enciclopedia Treccani, per i dati anagrafici consolidati e la cronologia dell'attività imprenditoriale. Fonte 3: archivio del Savoy Hotel di Londra, per le mansioni del personale e la gestione dei bagagli alla fine dell'Ottocento. Fonte 4: Gucci, una casa divisa, di Gerald McKnight, per le testimonianze raccolte presso i familiari negli anni ottanta, comprese quelle della figlia Grimalda. Fonte 5: Nel nome di Gucci, memoriale di Patricia Gucci, per i rapporti familiari e le vicende del periodo bellico. Fonte 6: Istituto nazionale Ferruccio Parri, per la cronologia dei bombardamenti su Roma del millenovecentoquarantatré. AVVERTENZA E FINALITÀ DEL CANALE Verità Sepolte nasce con finalità esclusivamente educative e divulgative: raccontare le persone e gli avvenimenti che hanno dato forma al mondo in cui viviamo e conservarne la memoria. Tutti i nostri video sono realizzati nel rispetto dei principi dell'uso legittimo dei materiali e richiedono un lungo lavoro di ricerca, verifica e scrittura prima di ogni pubblicazione. Le informazioni provengono da fonti accessibili al pubblico e hanno carattere informativo. Dove le fonti divergono lo diciamo apertamente e distinguiamo il fatto accertato dalla testimonianza e dall'interpretazione successiva. Ogni episodio è un racconto originale, costruito da noi dall'inizio alla fine, senza riprodurre materiali altrui. Cerchiamo di uscire con regolarità e di portare ogni volta storie fondate su anni di studio delle fonti storiche. Ringraziamo chi ci segue, chi commenta e chi sostiene il canale.