Valdemaro rifiutò la corona di Bulgaria: la scelta che cambiò la sua vita
Elena Rossini e Andrea Conti
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Valdemaro rifiutò la corona di Bulgaria: la scelta che cambiò la sua vita
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Nel 1886 l'Assemblea nazionale bulgara elesse un nuovo sovrano: un ufficiale di marina danese di ventotto anni, figlio del re Cristiano IX. Diciannove anni più tardi, quando la Norvegia si separò dalla Svezia e cercò un monarca, il suo nome tornò a circolare nelle cancellerie europee. In entrambi i casi la corona finì ad altri. Il principe Valdemaro di Danimarca fu l'unico dei sei figli di quello che l'Europa chiamava il suocero del continente a non regnare mai su nulla, se non su una nave.
Questo documentario ricostruisce la sua vita per intero: l'infanzia in una famiglia reale dai mezzi modesti, l'anno 1863 che trasformò quella casa in uno dei nodi dinastici più potenti d'Europa, la carriera nella Marina reale danese fino al grado di ammiraglio e le due occasioni in cui avrebbe potuto diventare re.
Accanto a lui compaiono le figure che ne hanno definito l'esistenza. Maria d'Orléans, la moglie francese e cattolica: pittrice, membro dell'Accademia danese delle arti, protettrice del corpo dei pompieri, donna che rifiutò l'etichetta di corte e si schierò politicamente in un'epoca in cui alle principesse era chiesto di tacere. Il nipote Giorgio di Grecia e Danimarca, affidato a Valdemaro a quattordici anni e legato a lui per cinquantasei. Maria Bonaparte, entrata in questo mondo nel 1907, autrice della testimonianza scritta più dettagliata e poi allieva di Sigmund Freud.
Il video affronta anche le pagine meno note: la lunga navigazione del 1899 e 1900 verso l'Estremo Oriente e l'incontro con re Chulalongkorn del Siam; la morte improvvisa della moglie nel dicembre 1909, mentre il principe era in mare; la neutralità danese durante la Prima guerra mondiale; il dissesto della Landmandsbanken fra il 1922 e il 1923, che lasciò Valdemaro rovinato; e le vite dei suoi figli, fra cui Aage, che rinunciò al titolo di principe e divenne ufficiale della Legione straniera francese.
Sul rapporto fra Valdemaro e il nipote il documentario adotta un metodo esplicito. Negli archivi ufficiali delle case reali danese e greca non esiste alcun documento che lo qualifichi. Le biografie di lingua inglese, appoggiandosi alle carte private di Maria Bonaparte, ne affermano oggi la natura sentimentale in modo diretto; la storiografia danese non affronta la questione. Presentiamo entrambe le posizioni, distinguendo ciò che è documentato, ciò che è testimonianza di parte e ciò che resta interpretazione successiva.
La valutazione che ne diamo è misurata. Valdemaro non fu né un ribelle né una vittima: in un sistema costruito sul dovere dinastico conservò per ottant'anni uno spazio privato proprio, e lo pagò con l'oscurità storica. Chi cerca in lui un eroe o un colpevole non troverà né l'uno né l'altro, ma una biografia europea che attraversa la caduta di quattro imperi.
Video scritto e realizzato da Elena Rossini e Andrea Conti per il canale Verità Sepolte.
E voi che cosa ne pensate? Un principe che rinuncia due volte al trono compie un atto di modestia, di prudenza politica o di libertà personale? Scrivetecelo nei commenti: leggiamo tutti i vostri messaggi.
Fonte 1: Dansk Biografisk Leksikon, voce dedicata al principe Valdemaro, per la carriera navale, l'elezione bulgara del 1886 e le conseguenze del dissesto bancario sul suo patrimonio.
Fonte 2: Den Store Danske, enciclopedia nazionale danese, per la biografia di Maria d'Orléans e il suo ruolo pubblico a Copenaghen.
Fonte 3: danmarkshistorien, portale storico dell'Università di Aarhus, per la crisi della Landmandsbanken fra il 1922 e il 1923.
Fonte 4: Kongernes Samling, la Collezione reale danese di Amalienborg, per le residenze della famiglia, il Palazzo Giallo e il castello di Bernstorff.
Fonte 5: Célia Bertin, biografia di Marie Bonaparte, e gli studi di Élisabeth Roudinesco su Freud, per le testimonianze sul rapporto fra Valdemaro e Giorgio di Grecia.
Fonte 6: archivi e pubblicazioni della Legione straniera francese, per la carriera e la sepoltura del principe Aage, conte di Rosenborg.
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