“Pensa a chi sta peggio”: perché resti anche quando non stai bene
Ritrovarsi
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“Pensa a chi sta peggio”: perché resti anche quando non stai bene
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"Pensa a chi sta peggio." Forse l'hai sentita mille volte da bambina. E forse ancora oggi è lei a decidere quanto a lungo resti dove non stai bene.
In questo video guardiamo insieme da dove viene questa regola, perché non ha niente a che fare con la debolezza e come distinguere il restare per scelta dal restare per abitudine. Nessun verdetto: solo una domanda nuova da portare con te.
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/ @ritrovarsipsicologia
Capitoli:
0:00 Le undici di sera
0:35 "Tutto bene, dai": quella forte
1:31 Non sei stupida: due modi di restare
2:52 Da dove viene: gli anni '70 e '80
4:34 "Pensa a chi sta peggio"
5:21 Perché il corpo si abitua alla fatica
6:30 La regola nei giorni normali
7:39 Il prezzo che nessuno vede
8:47 Il permesso di non stare bene
10:03 Il maglione e il cardigan senape
Anche tu da bambina ti sei sentita dire "Pensa a chi sta peggio"? Se ti va, scrivi solo "anche io".
Qui non si giudica, si guarisce. Non troverai colpe, ma comprensione.
Io sono Vera, e insieme, ti ritroverai.
Questo video ha uno scopo puramente informativo ed educativo. I racconti, i personaggi e le situazioni presentati sono di fantasia e non fanno riferimento a persone reali o a fatti realmente accaduti; eventuali somiglianze sono del tutto casuali. Questo contenuto non sostituisce il parere di uno psicologo o di un professionista della salute mentale.