Sermone per domenica della pasqua, Giovanni 20, 1-18 (Rev Tyler McMiller) 2026
Rev Tyler McMiller
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Sermone per domenica della pasqua, Giovanni 20, 1-18 (Rev Tyler McMiller) 2026
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Chiesa Luterana Confessionale d'Italia
Martin Lutero
Vicino a casa nostra a Roma, c’è il famoso Parco degli Acquedotti. E’ uno spazio grande, verde, con alberi e un piccolo fiume che lo attraversa. Oggi è un parco, ma forse sarebbe più corretto chiamarlo un giardino. Perché 100 anni fa era una fattoria fuori dal centro della città di Roma per far crescere cibo per gli abitanti della città. Molti dei cosiddetti parchi dovrebbero essere chiamati invece giardini. Perché nel passato i due concetti andavano insieme, i parchi erano anche frutteti, centri d’agricoltura, giardini pieni di alberi da frutto, meli, viti e ulivi.
Oggi celebriamo la domenica di Pasqua, la resurrezione di Gesù Cristo dai morti. E la scena, il luogo in cui è risorto è degno di enfasi e di sacra meditazione- nel mezzo di un giardino. E’ tutto iniziato in un giardino, il giardino dell’Eden. La caduta, il peccato, la disobbedienza di Adamo ed Eva, il mangiare dall’albero proibito… ed è tutto finito in un giardino, la redenzione, il perdono dei peccati e l'obbedienza santa e perfetta di Gesù Cristo e la sua resurrezione dai morti sono portati a compimento dentro di un giardino.
Gesù è il nuovo Adamo. Adamo era stato messo nel giardino da Dio per custodire il giardino dell’Eden. Ha fallito, ha disubbidito. Ha peccato davanti all’albero della conoscenza del bene e del male. Ma Gesù è stato obbediente fino alla morte, persino alla morte sull’albero del legno della croce. E, dopo essere stato ubbidiente, e dopo aver portato l’umanità a una nuova realtà per mezzo della croce, ci apre le porte per entrare di nuovo nel giardino dell’Eden per mezzo della sua resurrezione. In Genesi 3, gli angeli hanno buttato i nostri primi genitori fuori dal giardino, ma qua, invece gli angeli vanno a ricevere ed a consolare Maria Maddalena che raffigura tutta la santa chiesa cristiana. Gesù è il nuovo Adamo, il nuovo ortolano. E gli si assomiglia così tanto ad Adamo, che Maria Maddalena pensa che Gesù sia l’ortolano.
E Gesù come ortolano va e ci invita a vivere con lui nel giardino della chiesa. Ogni volta che vado al parco degli acquedotti sento una pace e una tranquillità, mi sento proprio a casa. Non dovrebbe sorprenderci troppo, dato che Dio ci aveva creato per vivere in un giardino. E oggi la chiesa è il nuovo giardino dell’Eden. La parola è il seme che viene piantato nella terra dei nostri cuori, un seme che germoglia e cresce e porta frutti, molti frutti. Nel giardino dell’Eden c’erano i quattro fiumi. Oggi il fiume del battesimo va in tutto il mondo e battezza in acqua le persone di ogni nazione. Nel giardino dell’Eden, c’era l’albero della vita e oggi, Gesù ci apre le porte per darci vita, e il perdono dei peccati dai frutti dell’albero della croce, il suo corpo e il suo sangue per la nostra salvezza eterna. Amen.
Ricordo una conversazione che avevo avuto con un amico. Mi disse che odiava i parchi, i giardini, le foreste, la vita fuori… ma perché mai?, gli chiesi. «Perché sono pieni di zanzare, zecche», mi disse, «insetti che ti entrano negli orecchi, negli occhi. Il sole opprime. La terra è accidentata, piena di triboli, spine ed erbacce, pietre e radici». Lui mi disse, sempre in un modo spiritoso: «Ti piace stare all'aria aperta, dormire in tenda e vivere all'aperto? Sei forse un uomo di Neanderthal? Ecco perché abbiamo inventato tetti, alberghi, centri commerciali e ristoranti con aria condizionata. Questa è la civiltà. Questa è la bella vita, mica vivere come un senzatetto».
Ovviamente diceva tutto in un modo spiritoso, quindi, ridevo, ma il mio amico senza rendersi conto, aveva detto una grande verità. Tutte quelle cose che lui odiava della vita fuori, all’aperto, erano effettivamente cose da odiare perché sappiamo che esistono a causa del peccato. I non cristiani ci direbbero che tutte queste cose sono naturali, intrinseche, parti necessarie del mondo stesso. Ma noi sappiamo che originariamente, senza il peccato, il mondo non avrebbe avuto niente di queste cose che oggi ci danno fastidio. Dopo il primo peccato, Dio disse ad Adamo ed Eva, che il sole sarebbe stato opprimente, la vita fuori difficile, la terra piena di triboli, spine… Ma, per mezzo della sua morte e resurrezione, Gesù Cristo ha sconfitto sia il peccato che tutta la malvagità che il peccato ha causato. E Dio ci invita a vivere oggi nel giardino della chiesa e per sempre nella nuova terra e nei nuovi cieli del nuovo mondo senza peccato.