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Il Magnete Più Potente dell’Universo Misura Appena 20 Chilometri | Cosa Sono i Magnetar?

IL Grande Vuoto

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Il Magnete Più Potente dell’Universo Misura Appena 20 Chilometri | Cosa Sono i Magnetar?

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IL Grande Vuoto
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In questo video ti accompagno alla scoperta dei magnetar, partendo dalla morte delle stelle massicce. Vedremo come il collasso del nucleo di ferro in una supernova comprima circa una volta e mezzo la massa del Sole in una stella di neutroni larga una ventina di chilometri, accelerandone la rotazione e concentrandone il campo magnetico. Seguiremo poi l’ipotesi della dinamo: in una proto-stella di neutroni calda e in rapida rotazione, convezione e rotazione differenziale amplificano il campo fino a valori di circa 10^15 gauss. Ti mostrerò perché un campo simile altera gli atomi e come le tensioni magnetiche possano deformare e spezzare la crosta. Ripercorreremo le osservazioni che hanno portato alla loro identificazione: i lampi dei ripetitori gamma soffici e le sorgenti anomale di raggi X, poi il primo grande lampo attribuito a SGR 0526-66, nella Grande Nube di Magellano, e l’evento del 27 dicembre 2004 di SGR 1806-20, nella Via Lattea a circa 50.000 anni luce. La sua gigantesca eruzione liberò in una frazione di secondo energia paragonabile a quella che il Sole emetterà in centomila anni e perturbò la ionosfera della Terra. Vedremo come i terremoti stellari e la riconnessione magnetica spieghino questi lampi e cosa possano rivelarci le oscillazioni della stella. Scenderemo quindi sotto la crosta, tra nuclei ricchi di neutroni, le strutture di “pasta nucleare”, un nucleo superfluido e possibili forme di materia ancora incerte. Poi allargheremo lo sguardo alla varietà dei magnetar: sorgenti transitorie, pulsazioni radio, possibili legami con i lampi radio veloci e ipotesi sulla loro nascita ed evoluzione. Infine vedremo quali domande restano aperte e come telescopi a raggi X, osservazioni delle onde gravitazionali e nuove indagini radio potranno aiutarci a capire quando e perché queste stelle morte si riattivano. Aggiungo un tassello recente: nel 2025 il telescopio IXPE ha misurato la polarizzazione dei raggi X di un magnetar, affiancando le osservazioni radio. Secondo NASA Science, il segnale era molto più polarizzato di quanto previsto dai modelli e sostiene l’idea della birifrangenza del vuoto. In un campo magnetico estremo, anche il vuoto può modificare il modo in cui la luce viaggia. Lo studio, pubblicato su Nature, offre un forte indizio a favore di un effetto quantistico previsto da quasi un secolo. Altre osservazioni serviranno a confermare il risultato.