Museo all'Aperto di Monte Piana
Carotinos
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Museo all'Aperto di Monte Piana
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Questa escursione è davvero magnifica sotto ogni punto di vista. Il valore storico del luogo, unito alla bellezza del panorama, la rende una gita emozionante, da fare almeno una volta.
Ogni volta che salgo sul Monte Piana mi emoziono: sarà per la solennità del luogo, sarà per la bellezza del paesaggio che lo circonda, ma ci torno sempre volentieri.
Il Monte Piana è una montagna al confine tra il Cadore e la Val Pusteria, famosa per essere un vero e proprio museo a cielo aperto della Prima Guerra Mondiale. Ma non c’è solo la sua grande valenza storica: dalla cima si gode infatti di una vista davvero impagabile. Lo sguardo spazia sulle Tre Cime di Lavaredo, sul Monte Paterno, sui Cadini di Misurina, sul Sorapiss, sul Cristallo e sulla Croda Rossa.
Considerata la lunghezza della strada, circa 6 km, e il notevole dislivello di 565 metri, optiamo per il servizio jeep-navetta, che in una dozzina di minuti ci permette di raggiungere il Rifugio Angelo Bosi, situato poco sotto la cima.
Peccato che, in questo periodo, il rifugio-museo sia chiuso. Iniziamo quindi subito il nostro giro ad anello.
Dal Rifugio Bosi saliamo fino a raggiungere il piazzale sovrastante e, superata la sbarra, seguiamo la strada acciottolata, risalendo la prima rampa. Poco dopo, un cartello indica sulla sinistra il sentiero storico, riservato naturalmente agli escursionisti esperti.
Il primo tratto del sentiero è esposto e, in alcuni punti, è attrezzato con una corda di sicurezza. Dopo un percorso caratterizzato da continui saliscendi, raggiungiamo la vetta del Monte Piana. La vista sulle valli sottostanti e sulle imponenti cime del Cristallo e della Croda Rossa è semplicemente magnifica.
Proseguendo lungo la cima del Monte Piana, attraversiamo le trincee e raggiungiamo il cippo dedicato al maggiore Angelo Bosi e la Piramide Carducci. Da qui iniziamo a scendere verso la Forcella dei Castrati, che divide nettamente le due sommità: il Monte Piano, a nord, era occupato dagli Austriaci, mentre il Monte Piana, a sud, era sotto il controllo degli Italiani. Le postazioni, le trincee e le gallerie dei due fronti si trovavano a pochi metri di distanza, facendo di questo luogo uno dei campi di battaglia più cruenti della zona.
Non saliamo sul versante opposto, ma torniamo indietro seguendo una traccia di sentiero, in gran parte costeggiata da un antico camminamento, che scende in direzione sud-est verso la Cappella e il Rifugio Bosi.
Raggiunta la Chiesetta ai Caduti della Grande Guerra, scendiamo la scalinata e torniamo al Rifugio Bosi, dove ci aspetta la navetta per il rientro al parcheggio presso l’Hotel Genzianella, sul Lago di Misurina.
Una bellissima escursione, capace di unire storia, natura e panorami spettacolari. Un luogo che, ogni volta, riesce a regalare emozioni nuove.