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"Lo straporto der burrò" (G.G.Belli Sonetto n°1177)

mamic

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"Lo straporto der burrò" (G.G.Belli Sonetto n°1177)

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Sonetto del 8 Aprile 1834 G.G.Belli In questo sonetto di Belli, il parlante si rivolge con un tono sarcastico, pungente e velatamente ironico a una donna di facili costumi ("sora Ghita") che ha appena cambiato abitazione e zona di lavoro a Roma. La prima quartina e la seconda quartina: L'interlocutore si mostra finto sorpreso per il cambio di residenza: la donna si è trasferita in via dei Leutari, lasciando la precedente casa in via dei Sediari dove un frate le pagava l'affitto ("piggione"). Si ricordano con ironia i "cari stanziolini" dove la donna d'estate conduceva i suoi lucrativi affari con i clienti al costo di un testone (moneta dell'epoca) a visita. Le due terzine: L'autore insinua che, prima di lasciare la vecchia casa alla donna subentrata, la "sora Ghita" si sia fatta pagare un'adeguata "buonuscita". Utilizzando con sarcasmo il linguaggio commerciale del tempo, sostiene che le spettasse almeno un sei per cento di provvigione a titolo di avviamento commerciale per la posizione e per la clientela avviata in quel luogo. Traduzione Come? Dite sul serio o prendete in giro? Siete andata ad abitare in via dei Leutari?! Non avete più quell'altra casa in via dei Sediari dove vi pagava l'affitto il frate? Non abitate più come quest'estate in quelle stanzette tanto care, dove facevate tanti buoni affari a un testone per visita con divertimento? Prima però di esservene andata, credo che da quest'altra donna che ci è entrata adesso vi siate fatta dare la buonuscita. Perché, a dir poco, almeno un sei per cento voi ve lo meritate, signora Ghita, a titolo di locale e di avviamento commerciale. ‪@mamic-V‬