Mussolini voleva un'auto per tutti a cinquemila lire. Fiat non ci riuscì mai
Veicoli Dimenticati | Storie in italiano
0:00 / 0:00
Mussolini voleva un'auto per tutti a cinquemila lire. Fiat non ci riuscì mai
19 502 просмотра · 1 месяц назад
Veicoli Dimenticati | Storie in italiano
10 тыс. подписчиков
19 502 просмотра · 1 месяц назад
Torino, 1930. Benito Mussolini entra allo stabilimento Fiat del Lingotto e ordina al senatore Giovanni Agnelli un'auto per tutti: piccola, economica, capace di costare appena 5.000 lire. Un problema enorme, perché la Fiat di quegli anni costruiva vetture di lusso, non utilitarie. E il suo modello più economico, la 508 Balilla, ne costava quasi 11.000, più del doppio dell'obiettivo.
In questo video ti racconto la vera storia della Fiat 500 Topolino: l'ordine del regime, il primo prototipo a trazione anteriore di Oreste Lardone che prese fuoco sulla salita di Cavoretto con a bordo Agnelli in persona, il licenziamento dell'ingegnere e il divieto della trazione anteriore in Fiat. Poi l'arrivo di un ragazzo di 28 anni, Dante Giacosa, che salvò il progetto non con invenzioni rivoluzionarie, ma con la pura ingegneria della sottrazione: un motore di 569 cc, appena 535 kg di peso, 85 km/h e 6 litri per 100 km.
Il 15 giugno 1936 nasce la Fiat 500, subito ribattezzata dal popolo Topolino. Il prezzo delle 5.000 lire non arrivò mai: al lancio costava 9.750 lire. Eppure quella piccola macchina motorizzò un'intera nazione, sopravvisse alla guerra come ambulanza leggera, rinacque nell'Italia del dopoguerra e vinse persino di classe alla Mille Miglia. E il suo creatore, Dante Giacosa, anni dopo firmò l'erede diretta: la Nuova 500 del 1957.
Metti mi piace, lascia un commento e iscriviti al canale per altre storie delle auto che hanno fatto la storia d'Italia.