486 milioni pagati, 32.000 incassati: l'aereo italiano rottamato a Kabul
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486 milioni pagati, 32.000 incassati: l'aereo italiano rottamato a Kabul
Nel 2008 gli Stati Uniti decisero di costruire un'aviazione da trasporto per l'Afghanistan partendo dai G.222 ritirati dall'Aeronautica Militare e parcheggiati a Pisa. Le cellule furono rimesse a nuovo a Capodichino, a Napoli, e dal 2009 i primi C-27A arrivarono a Kabul. Il programma per 20 aerei costò 486 milioni di dollari.
A quasi 1.800 metri di quota, tra le montagne dell'Hindu Kush, cominciarono gli spegnimenti dei motori. Nel dicembre 2011 l'intera flotta fu fermata a terra. Nel 2012, in 9 mesi, gli aerei volarono 234 ore contro le 4.500 previste dal contratto, mentre 6 esemplari appena revisionati venivano smontati per ricavarne ricambi. Nel marzo 2013 il contratto di supporto scadde e al loro posto arrivarono i C-130H Hercules.
Nel 2014 16 aerei furono demoliti sul piazzale di Kabul e venduti a un'impresa edile afghana per circa 32.000 dollari, 6 centesimi per libbra, mentre l'ispettore generale speciale John Sopko stava ancora indagando sul programma. Gli altri 4 rimasero a Ramstein, in Germania, senza aver mai volato per l'Afghanistan. Un conflitto di interessi, tre agenzie federali, un'indagine durata anni: nel 2020 il Dipartimento di Giustizia rinunciò a procedere, e nel 2021 nessuno era stato chiamato a rispondere.
Video: DVIDS (forze armate USA, pubblico dominio), Pexels, Wikimedia Commons.
Immagini: fonti aperte — stampa specializzata, costruttori, forze armate, Wikimedia Commons.
0:00 Nato per piste corte nel 1970
4:13 Dal C-27A di Panama a Napoli
8:29 Motori spenti sull'Hindu Kush
12:55 Da 500 a 26 ore mensili
17:16 Rottame a 6 centesimi la libbra