500 euro a carro: i Leopard italiani che la Svizzera vietò all'Ucraina
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500 euro a carro: i Leopard italiani che la Svizzera vietò all'Ucraina
Nel 2016 l'Esercito Italiano cede circa 100 carri Leopard 1A5 dismessi alla RUAG, azienda di proprietà della Confederazione svizzera, per 4,5 milioni di euro. Dal deposito di Lenta i carri finiscono in un piazzale tra Villesse e Romans d'Isonzo, in provincia di Gorizia, e 25 di loro vengono venduti a 500 euro l'uno a una società tedesca. Con l'invasione russa del 2022 i 96 Leopard rimasti diventano un affare da decine di milioni: Rheinmetall vuole revisionarli per Kiev, ma il 28 giugno 2023 il Consiglio federale dice no in nome della neutralità. Seguono le dimissioni dell'amministratrice delegata Brigitte Beck e del presidente Nicolas Perrin, un'ordinanza del Tribunale di Gorizia, due indagini federali e un'inchiesta penale in Germania. Nel 2025 Berna lascia partire 71 carri verso la Germania con una sola clausola: mai in Ucraina. Pochi mesi dopo la Svizzera riscrive la propria legge sul materiale bellico, e il 29 novembre 2026 decideranno gli elettori.
Video: DVIDS (forze armate USA, pubblico dominio), Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0), Pexels, archive.org.
Immagini: fonti aperte — stampa specializzata, costruttori, forze armate, Wikimedia Commons.
0:00 96 Leopard per 4,5 milioni
4:43 25 carri a 500 euro
9:19 Due contratti per gli stessi carri
13:58 Il no di Berna del 2023
18:49 71 carri alla Germania, Ucraina esclusa