San Francesco e I Francescani a Molfetta https://mybook.to/Yb1m
Mario Capurso
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La presenza francescana a Molfetta affonda le sue radici direttamente nella figura del fondatore, San Francesco d'Assisi, e si è sviluppata nei secoli attraverso le tre principali famiglie dell'ordine: i Conventuali, gli Osservanti e i Cappuccini.
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La venuta di San Francesco a Molfetta
Sebbene non vi siano certezze assolute, la tradizione e le cronache francescane riportano che San Francesco visitò Molfetta intorno al 1220 o 1222. In quell'occasione, il Santo si sarebbe recato a Bari come ospite di Federico II nel castello svevo e avrebbe fatto tappa a Molfetta durante il suo pellegrinaggio dal Gargano.
Secondo la devozione popolare, San Francesco compì in città due miracoli eclatanti:
• Trasformò una borsa di denari in serpenti tra le mani di un religioso.
• Fece scaturire acqua dolce dalla sabbia del mare compiendo il segno della croce. Questi eventi prodigiosi spinsero la popolazione molfettese a edificare una chiesetta e un convento a lui dedicati.
I Frati Minori Conventuali e il complesso di San Francesco
Subito dopo il 1220, sorse nelle vicinanze di via Borgo, di fronte al porto, il convento dei Minori Conventuali.
• La Chiesa di San Francesco: L'edificio originale subì gravi danni durante il sacco del 1529 ad opera dei francesi e fu ricostruito nel 1587.
• Dal sacro al profano: Nel 1809, in seguito ai decreti napoleonici, la comunità fu allontanata e la struttura divenne prima gendarmeria e poi carcere. Nel 1888 la chiesa fu demolita per far posto al "Pubblico Mercato di commestibili", noto oggi come Minuto Pesce, che occupa ancora l'area dove un tempo sorgeva il chiostro del convento.
I Frati Minori Osservanti e San Bernardino
Gli Osservanti si insediarono stabilmente a Molfetta nel 1451 con la costruzione del convento di San Bernardino.
• Figure di rilievo: Tra i membri illustri si ricorda Padre Serafino da Molfetta (morto nel 1515), celebre predicatore sepolto nella chiesa di San Bernardino.
• La famiglia Paniscotti: Spicca la figura di Giacomo Paniscotti senior, vicario provinciale nel 1463, sebbene documenti recenti ne descrivano una condotta poco edificante che lo portò alla sospensione. Suo nipote, Giacomo Paniscotti junior, fu inizialmente guardiano degli Osservanti prima di diventare il promotore della riforma cappuccina in città.
I Frati Minori Cappuccini: dal Pulo alla città
Molfetta fu una delle prime città pugliesi ad accogliere la riforma dei Cappuccini, approvata ufficialmente nel 1528.
• Il primo convento al Pulo (1536/1540): Fondato da Giacomo Paniscotti junior su terreni di famiglia, fu costruito seguendo una povertà assoluta (inizialmente in vimini e fango, poi in pietra). La distanza di due miglia dalla città, sebbene ideale per la vita eremitica, rendeva però difficili l'assistenza ai malati e l'apostolato.
• Il secondo convento e la Chiesa del Crocifisso: Nel 1565 i frati si trasferirono in un nuovo complesso più vicino all'abitato, in contrada Petrullo (attuale via Terlizzi). Accanto ad esso fu costruita la Chiesa del Crocifisso, consacrata nel 1769, che divenne un importante centro di devozione popolare.
• Resistenza alle soppressioni: Nonostante le leggi di soppressione dell'Ottocento, i Cappuccini rimasero a Molfetta grazie all'accorato sostegno della popolazione, che arrivò a manifestare pubblicamente contro le autorità pur di non perdere i propri frati, considerati guide spirituali instancabili e amici dei poveri.