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Pettole di Santa Cecilia come in masseria: 30 pettole che non ungono la carta

Il forno della masseria

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Pettole di Santa Cecilia come in masseria: 30 pettole che non ungono la carta

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Il forno della masseria
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«Mia madre batteva finché l'impasto non schioccava contro la creta.» Pettole piatte come monete, che nell'olio bevono e lasciano la carta trasparente: Concetta, 79 anni, in una masseria sopra Altamura, spiega in sette punti, dal settimo al primo, perché succede. L'impasto molto morbido che si batte a mano finché fa il filo, la lievitazione fino alla riga graffiata nella conca di creta di sua madre Addolorata, l'olio alla temperatura giusta, il cucchiaio bagnato e la prova della carta. Le pettole come si friggono a Taranto per Santa Cecilia, il 22 novembre. Ingredienti (circa 30 pettole): 500 g di farina di grano tenero tipo 0 400 g di acqua tiepida 10 g di lievito di birra fresco 10 g di sale 1 litro di olio di arachide, per la frittura zucchero semolato (dolci) oppure sale e un pezzetto di filetto d'acciuga dentro l'impasto (salate) Tempi: battere a mano 10–15 minuti; lievitazione circa 2 ore a 26–28 gradi, finché triplica; frittura a 170–175 gradi, 4 alla volta, 2 minuti e mezzo. Conservazione: una volta fredde, ben chiuse in frigorifero fino a 2 giorni; 5 minuti in forno a 180 gradi prima di servire. Quanto costa: circa 4 euro per una trentina di pettole (stima su prezzi di ottobre 2026). Quante ve ne sono venute, a voi? E nel vostro paese come si chiamano? Nonna Concetta è un personaggio raccontato. Le ricette e le fonti sono vere. #pettole #santacecilia #ricettepugliesi #cucinapugliese