“Abbi pietà di me, Signore!” - XX Domenica del T.O.
Giuseppe Mani
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Giuseppe Mani
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Può essere capitato a tutti di invocare l’aiuto di Dio per qualche persona che vediamo soffrire, mossi da compassione. Potrebbe essere anche qualche spirito maligno che si è impossessato della vita del malato. Così questa madre si rivolge a Gesù: “Signore, figlio di David, abbi pietà di me. Mia figlia è tormentata da un demonio”. Liberando la figlia dal demonio, Gesù libera anche la madre dalla sua triste situazione.
Gesù non cede alle insistenze della madre e neppure a quelle dei discepoli che vogliono liberarsi di lei. Gesù porta la donna sul terreno che gli interessa: la fede in Lui. Per far questo ricorda la sua missione: mandato al solo popolo di Israele, in particolare alle pecore perdute. Gesù non è accettato dai suoi e si ritira in una regione pagana, verso Tiro e Sidone, perché trova le resistenze del suo popolo dinanzi al Messia che incarna. Accogliendo la preghiera di una pagana, Gesù apre la sua missione ad una universalità che era già anticipata dalla venuta dei magi a Betlemme e dalla guarigione del servo del centurione.
Per Gesù è il cuore che parla in verità, è il cuore che conduce all’espressione, perché la fede sia espressa nella maniera più pura e autentica.
Interessante l’analogia con gli animali: le pecore hanno una visione pastorale del messia che viene a radunare il suo popolo, mentre i cagnolini sono abituati a raccogliere le briciole di pane che cadono dalla tavola. Due registri, uno pastorale e l’altro esistenziale che si completano. La donna non ha problemi teologici, ma solo la sua necessità: “Signore vieni in mio aiuto!”. Poco le interessa di ritrovarsi al posto dei cagnolini, l’importante è aver parte del nutrimento. Gesù, figlio di David, manifesta ancora una volta il progetto di Dio sull’umanità: liberarla dal male. A Gesù interessa la fede, una fede che non teme di abbassarsi in favore della salute della propria figlia. La cosa è in sintonia con la figura del Messia che Gesù realizza. “Lui, essendo di natura divina si è abbassato fino alla morte e alla morte di Croce.”
La Cananea è la figura dell’umanità che ci ricorda situazioni che ci sono terribilmente familiari.
Il Messia, per esaudire le nostre richieste apre le situazioni alle dimensioni di Dio: l’universalità e la misericordia. Sentendoci peccatori ciascuno può riprendere la domanda della donna: “Abbi pietà di me peccatore”.