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LE TERRE DEL MEDIOEVO: QUANDO LA STORIA DIVENTA IDENTITÀ E FUTURO

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LE TERRE DEL MEDIOEVO: QUANDO LA STORIA DIVENTA IDENTITÀ E FUTURO

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La città di Venosa si è trasformata nella capitale del Medioevo lucano ospitando "Le Terre del Medioevo. Tante storie, un solo racconto corale della Basilicata medievale", il primo grande raduno dei rievocatori storici della regione. Promossa dalla Presidenza della Giunta Regionale della Basilicata e coordinata dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, in collaborazione con il Comune di Venosa, i Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa e con la direzione artistica di Giuseppe Ranoia, l'iniziativa nasce per valorizzare il patrimonio culturale immateriale della regione, fusi in un’unica e suggestiva narrazione collettiva. A margine delle rievocazioni e delle sfilate in costume, la giornata è stata arricchita dalle riflessioni di rappresentanti istituzionali e storici. Sul valore sociale e culturale dell'iniziativa si è espresso Gianpiero Perri, Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Basilicata, che ha sottolineato la generosità dei tanti cittadini coinvolti: «Oggi diamo valore a tutta quella generosità e a quell'impegno che tantissimi giovani e tantissime persone offrono alla nostra comunità rievocando la storia in costume. Entrano così in un grande mondo, quello delle rievocazioni storiche, una realtà viva e riconosciuta anche a livello legislativo nazionale.» Perri ha evidenziato come il recupero della storia sia anzitutto una leva di coesione comunitaria: «Tutto questo rivela il desiderio di ogni comunità di raccontarsi e recuperare i momenti più alti della propria storia. In un'epoca segnata dall'individualismo, queste iniziative creano momenti di comunione vera, facendo collaborare generazioni diverse. Come Regione Basilicata vogliamo che queste realtà siano protagoniste d'una precisa strategia di politica culturale. Non va poi dimenticato l'impatto economico e turistico: gli eventi legati alla storia attraggono viaggiatori e mostrano la vitalità dinamica di una società lucana tutt'altro che addormentata.» L'inquadramento storico dell'evento è stato tracciato da Alessandro Di Muro, Professore di Storia Medievale all'Università degli Studi della Basilicata (Unibas), che si è soffermato sul valore cruciale dell'età normanna: «Questa manifestazione mette in luce uno dei periodi più importanti per la Basilicata, per l'Italia e per l'Europa intera. I Normanni hanno unificato il Mezzogiorno nel XII secolo, ponendo le basi per l'epopea di Federico II e condizionando l'intera storia del Mediterraneo.» Il docente ha voluto rendere omaggio a una delle figure simbolo custodite proprio a Venosa: «Non possiamo non parlare di Roberto il Guiscardo, uno dei più grandi condottieri della storia, capace di sconfiggere l'Imperatore d'Oriente, quello del Sacro Romano Impero, i Veneziani in mare e persino il Papa a Civitate. Ma il Guiscardo fu anche un uomo moderno e tollerante: quando conquistò i territori bizantini e la Sicilia, lasciò libertà di culto a cristiani orientali e musulmani, garantendo loro persino propri giudici. Fu il primo condottiero occidentale a guardare a Oriente, e le sue spoglie sono conservate qui a Venosa, nella straordinaria Abbazia della Santissima Trinità.» L'evento di Venosa ha dimostrato come la memoria storica non sia un semplice esercizio di nostalgia, ma un ponte vivo tra le generazioni e uno strumento concreto di promozione territoriale, capace di unire l'intera Basilicata in un unico grande racconto partito proprio dalle sue radici medievali. https://www.basilicatadigitalchannel.com